Nuovi motivi a favore dell’allattamento a termine (da: IlBambinoNaturale)

Questa settimana, per la rubrica Tradotti per voi, torniamo con un articolo sull’allattamento a termine. Perché è meglio allattare finché il bambino lo chiede? Ce lo spiega Emily Wade, in questo articolo tradotto, come sempre, dalla nostra preziosissima collaboratrice Michela Orazzini.

Nuovi motivi a favore dell’allattamento a termine – di Emily Wade

La natura è saggia. Le madri delle società tradizionali allattano i loro bambini ben oltre il primo anno, e ci sono ottimi motivi per farlo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda allattamento esclusivo (niente ciucci, niente biberon, acqua, camomille etc. N.d.T.) per 6 mesi e la prosecuzione dell’allattamento almeno fino al secondo anno d’età. Eppure, negli Stati Uniti, allattare un bambino oltre il primo compleanno si chiama già allattamento prolungato e non viene culturalmente accettato. Nuovi studi stanno dimostrando che le madri che lasciano decidere al bambino quando interrompere l’allattamento li aiutano a ricevere i giusti stimoli per una salute fisica e mentale ottimale. (…)

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Inchiesta di AltroConsumo: riscontrati contaminanti nei “latti crescita”

L’ ennesimo, infelice, riscontro del modus operandi secondo il quale il profitto ha la precedenza sulla nostra salute. Ancora più gravi i casi in cui sono i più piccoli a farne le spese, nonostante dovrebbero essere i più tutelati:

Contaminanti nei ‘latti di crescita’, per Altroconsumo meglio il latte di mucca

Analizzati 12 marchi, in quasi tutti tracce di Ge e Mcpd

Meglio il latte di mucca per i più piccoli. Bocciati, invece, i latti di ‘crescita’, formulazioni speciali destinate ai bambini dopo l’anno e proposte come alimento migliore per il loro sviluppo. Questi prodotti , infatti, sono troppo ricchi di zuccheri e aromi, e contengono contaminanti potenzialmente cancerogeni, secondo un’indagine di Altroconsumo che ha fatto analizzare da un laboratorio specializzato 12 diversi latti (Aptamil; Coop crescendo; Granarolo bimbi pastorizzato; Granarolo bimbi Uht; Hipp biologico; Humana; Mellin; Nestlè Mio; Nipiol; Plasmon Nutrimune3; Plasmon Alta digeribilità; Sterilpharma Monello) . Facendo emergere che la scelta più sana resta il latte di mucca. (…)

Link: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2017/09/20/contaminanti-nei-latti-crescita-per-altroconsumo-meglio-latte-mucca_OVrdcXUueHW8M1lMvjVjxH.html?refresh_ce

 

NESTLE’ : ECCO ALCUNI DEI SUOI CRIMINI (Fonte di Liberazione dai banchieri)

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DICI NESTLE’ E IL PENSIERO VA AL NEQUICK E AL KITECAT O PERCHE’ NO AL NESCAFFE’…DICI NESTLE’ E TI VIENE IN MENTE QUEL BEL CUORICINO ROSA O LE COLOMBINE COSI’ CARINE.PECCATO CHE DIETRO CI SIA MOLTO DI PIU’.LA MULTINAZIONALE DEI CEREALI,LATTE,SNACK,PASTA,COSMETICI E ACQUA VANTA PARECCHIE ACCUSE PER VENDITA DI CIBO TRANSGENICO,INQUINAMENTO DEL LATTE,ESPERIMENTI CRIMINALI SU DEI POVERI ANIMALI, NONCHE’ PER SCHIAVISMO,SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E MANODOPERA MINORILE..INSOMMA ALTRO CHE DOLCI,COLOMBINE O CUORICINI QUESTA E’ UNA MULTINAZIONALE DA INCUBO

LA NESTLE’ E’ VITA,LA NOSTRA VITA,PERCHE’ NOI POTREMMO TRANQUILLAMENTE VIVERE DEI LORO PRODOTTI.Infatti questa multinazionale svizzera ha un regime quasi di monopolio nel mercato mondiale. Facciamo un esempio? ci alziamo la mattina, facciamo colazione con i cheerios, magari accompagnati da unatazza di caffè (naturalmente Nescafè) o del buon latte Latière e un bel bicchiere di San Pellegrino. A pranzo una bella pasta Buitoni, un bel gelatino Motta, per digerire facciamo sport, giusto per rimanere in forma, allora perche non usare un PowerBan? E la sera? Massi, dedichiamoci a bimbi, diamogli un bel Fruttolo, cosi non fanno i capricci, e ai nostri amici animali un bel Friskies e poi a nanna. E domani non abbiate paura, a voi ci penserà ancora la Nestlè, con prodotti diversi ovviamente, mica hanno solo questi. Infatti al momento la multinazionale Svizzera può vantare un ventaglio di 189 grandi marchi, mica poco. Ma sotto questa egemonia, come ogni storia che si rispetti, c’è sempre qualcosa da analizzare e scoprire, e come San Tommaso noi siamo pronti ad analizzare la ricetta di tale successo !

LA STORIA DI UN IMPERO.Corre l’anno 1860 quando il farmacista Henri Nestlè sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto creato, la Farine Lactèe Henri Nestlè, salvò la vita di un bambino e fu presto venduta in tutto il continente europeo.

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Per il mercato la salute è per pochi (intimi) (StampAlternativa)

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Il farmaco salva-vita c’è ma soltanto per i ricchi

Riduce la dimensione del tumore mammario e prostatico. Abbatte la mortalità del 34 e costa 4 mila euro al mese

“Scusi, avete Omnitarg della Roche?”.  Il farmacista fissa un punto inesistente, intuisce, agita le mani, batte i polpastrelli, cerca, ricerca, non trova: “Non ancora, ma è perfetto, miracoloso, azzera gli effetti collaterali”. E quanto costa? “Tanto”. E poi un giorno un malato di cancro scopre che un genio, di cui non sapremo mai il nome, ha creato un anticorpo mono- clonale a base di pertuzumab, chiamato in codice 2C4. Al paziente quel codice non interessa e neppure il significato di “inibitore per la dimerizzazione”. (…)

Noi non siamo per un’economia liberale, lo ammettiamo candidamente, senza alcun pudore o vergogna. Per noi la filantropia liberale, il verbo compassionevole dei “privilegiati” che si fanno portatori del più peloso umanesimo, o semplicemente tutti quei rifiuti parlanti per cui il mercato è diventato l’unico metro di misura della storia e del futuro dei popoli, sono come tante piaghe di questa civiltà in decomposizione etica. Per noi sono loro il cancro.

La salute è un mercato dove chi può, fa la parte del leone; case farmaceutichein primis, e lobbismo della “libera” ricerca privata, legata a questi colossi della malattia.

Il malato è il campo di manovra, è l’indice umano che accompagna quello dei titoli in borsa delle tante Sanofi-Aventis.

E lo Stato?

E la sanità pubblica?

E la ricerca pubblica?

No, non scherziamo, in tempi di austerity lo Stato DEVE essere più leggero, privarsi di ogni positiva iniziativa che potrebbe avere sul popolo per il popolo.

No! Allo Stato va l’ingrato compito di rastrellare denaro, attraverso le tasse e le dismissioni di patrimonio nazionale, per soddisfare l’ingordigia del sistemabancario, che privatizza gli utili, com’è logico, ma fa ricadere le sue perdite sullo Stato, costretto sempre più spesso ad intervenire affinché qualche istituto di credito non collassi sotto il peso della sua avidità.

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Tutto il “peso” dell’umanità sul pianeta

Quanto pesa l’umanità in termini di biomassa? Se lo sono chiesti i ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine arrivando a una stima ora pubblicata sulla rivista ad accesso libero “BMC Public Health”.

La questione è infatti rilevante dal punto di vista ecologico: la popolazione umana ha raggiunto da poco i sette miliardi di individui ma le necessità energetiche e di alimentazione dipendono anche dalla massa corporea complessiva dell’umanità, dalla sua distribuzione geografica e anche dalla prevalenza di sovrappeso e obesità. I ricercatori sono partiti dalle rilevazioni delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità per arrivare a una stima della popolazione umana adulta di 287 milioni di tonnellate, 15 milioni delle quali sono dovute al sovrappeso e 3,5 milioni all’obesità.

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