La Via Emilia: storia, cultura e identità (prima parte) (Thule Italia)

evidenza6-160x180

Le origini romane

La Via Emilia rappresenta, sotto moltissimi aspetti, un vero esempio d’identità e di omogeneità territoriale, frutto di un’opera dell’uomo, che ha attraversato i secoli e innumerevoli vicissitudini.

Essa, infatti, non è solamente il retaggio di un’antica opera d’ingegneria civile e militare; la Via Emilia ha in realtà forgiato una delle più importanti regioni d’Italia, dandole quelle caratteristiche originarie, poi sviluppatesi fino all’epoca contemporanea.

Il territorio emiliano/romagnolo fu terra di celti ed etruschi che, duecento anni prima di Cristo, andarono a scontrarsi con la nascente potenza di Roma, il cui interesse per la Pianura Padana era strettamente legato alla sicurezza dei suoi confini settentrionali, spesso instabili, dove la presenza di popolazioni tutt’altro che pacifiche, come i Galli Boi ed Insubri, rendevano insicure le conquiste militari e difficile la colonizzazione.

In un quadro storico ricco di importanti eventi sia per l’Italia che per il Mar Mediterraneo, con la rivalità crescente tra Roma e Cartagine, s’innesta l’opera del Console Paolo Emilio Lepido, che proprio nell’ottica di creare un limes lungo la Pianura Padana, volle realizzare una via consolare che collegasse Ariminum(l’odierna Rimini), punto di arrivo della Via Flaminia, costruita quasi quarant’anni prima, con la colonia di Placentia (oggi Piacenza), fondata a ridosso della seconda guerra punica nel 218 a.C., ed il cui fine era quello di ultimo presidio in terra padana di Roma.

(Continua a leggere… =>)

Fonte

Annunci

03_09_14

“In un mondo di lupi, non puoi restare agnello a lungo.”

S.L

Samhain – Halloween

Samhain, capodanno celtico, è passaggio, soglia, conclusione e inizio.
E’ conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell’ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l’inizio dell’attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta.
E’ il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita.
Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.

Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
Custode di questa soglia è Ecate, antica dea che ne detiene le chiavi.

Nella danza della vita, Smahain è per noi il tempo del ritiro, dell’interiorità, l’occasione di andare nelle profondità del nostro essere. Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza. E’ l’inizio del tempo in cui stiamo con noi stessiper ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia. È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. È giunto il tempo di prepararsi per l’oscurità che verrà. È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
È una delle due ” notti degli spiriti “, l’altra è Beltaine. È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte.
Si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori. I focolari sono puliti ed i focolari domestici sono riaccesi da un falò comune sacro che è acceso per sfregamento. La Dea Il dio e la dea patroni di questa festa sono il Dagda ed la Morrigan .

…continua a leggere ->

Fonte

Finale Emilia

Articolo di Stefania Lodesani

Il cuore pulsante d’Italia, la regione da attraversare per gli spostamenti da Nord a Sud, e viceversa. Perché lei è li, accarezza il mare Adriatico e allo stesso tempo, lo Ionio.

L’Emilia Romagna.

La regione recentemente straziata dalla forza della Natura, da movimenti tellurici che l’hanno messa in ginocchio, con due potenti colpi alle reni.

Perché dopo la prima, grande scossa, quella del 20 di Maggio, gli Emiliani erano già pronti a tornare sul posto di lavoro (chi ancora ce l’ha), perché la concorrenza è spietata e non ci si può permettere di rimanere indietro. Oppure inventandosi il modo di vendere i loro prodotti, come parte del Parmigiano Reggiano che ha visto bloccata la propria stagionatura a causa di crolli negli stabilimenti di stoccaggio, per poter ricominciare la produzione, senza aspettare aiuti piovuti dal cielo.

Poi la seconda grande scossa, quello del 29 Maggio, ha piegato anche loro, coloro che giusto il tempo di rendersi conto di quanto era accaduto, e s’erano già rimboccati le maniche.

Lontano dalle luci della ribalta, spenti i riflettori perché dopo le scosse, l’Emilia non fa più notizia, facciamo un breve viaggio fra i comuni colpiti.

Iniziamo con: Finale Emilia (continua a leggere…)

Fonte