Salviamo Arturo, l’orso polare più triste del mondo costretto a vivere con 40° di temperatura (Petizione) (GreenMe.it)

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Arturo è conosciuto come l’orso più triste del mondo. Segregato in uno zoo Argentino, passa le sue giornate in condizioni deplorevoli. Ma migliaia di persone hanno firmato una petizione per cercare di cambiare la sua vita, prima che sia troppo tardi.

Arturo ha 29 anni, è un orso polare costretto in un recinto di cemento con una piccola piscina, profonda 50 cm, e temperature che arrivano a 40 gradi.

Vive in queste condizioni da oltre 20 anni e ormai da tempo ha iniziato ad avere comportamenti anomali, tipici di un animale depresso che vive in maniera inaccettabile. La sua condizione si è aggravata da quando, due anni fa, la sua compagna Pelusa è morta.

La sua vita continua solitarialenta e monotana, la vecchiaia avanza e le terribili condizioni di vita stanno complicando la sua situazione. Gli orsi polari vivono in media fino a 25/30 anni, il loro habitat naturale è il Polo Nord, raramente possono vivere più a sud.

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L’Italia sismica, tra normative e previsione del rischio (LeScienze.it)

Come gestire efficacemente il rischio sismico che caratterizza molta parte del territorio italiano? Tre articoli a firma di ricercatori del’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in via di pubblicazione sulle“Seismological Research Letters” dimostrano che l’analisi dei sismi che hanno colpito il nostro paese in anni recenti può offrire indicazioni molto utili, sia per definire normative antisismiche più “personalizzate” sul tipo di terremoti che avvengono lungo l’arco appenninico sia per la gestione delle situazioni di emergenza,  anche sulla base  di previsioni probabilistiche dei sismi.

Nel primo articolo, Anna Tramelli e colleghi della Sezione di Napoli dell’INGV e Osservatorio vesuviano riferiscono di aver scoperto che i terremoti degli ultimi decenni si sono manifestati secondo una successione di scosse entro breve tempo che amplificano l’energia rilasciata e soprattutto di effetti distruttivi sugli edifici.

“Analizzando la sequenza sismica dell’Emilia, quella che ha colpito la zona di Mirandola-Medolla nel 2012, abbiamo notato che in Italia, e in particolare lungo l’arco appenninico, i terremoti tendono a ripetersi nello stesso modo”, ha spiegato Tramelli a “Le Scienze”. “Molto spesso si tratta infatti di eventi di magnitudo non elevata, che però si susseguono secondo una successione temporale ridotta: questo avviene perché si tratta di zone molto ‘fagliate’, cioè con faglie non di grandi dimensioni, ma numerose, in cui un sisma può innescarne altri, con più faglie che iniziano a slittare tra di loro”.

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Il “modello” scandinavo, visto da vicino (StampAlternativa)

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Prendendo spunto anche da un nostro recente articolo sulle difficoltà finanziarie della Svezia (VEDI), postiamo per intero il lavoro di reportage del nostro amico e collaboratore occasionale Ario Corapi.

Ciò per far capire che l’erba del vicino non è sempre la più bella.

 

Modello Scandinavo, avanguardia o bluff?

Il modello adottato dai paesi scandinavi è veramente un esempio da imitare o è solo sopravvalutato?

In un periodo come quello attuale in cui buona parte dei modelli socio-economici europei, in particolare quelli colpiti dalla crisi economico finanziaria degli ultimi anni, manifestano lacune e singhiozzi viene spesso da parlare di modelli alternativi o modelli analoghi ma comunque più efficienti e l’attenzione negli ultimi anni si è focalizzata in particolare sul Modello Scandinavo, con riferimento particolare a Danimarca e Svezia, ritenuto dalla maggioranza di molti come il modello migliore in quanto il più efficiente.

Considerando il fatto che in un periodo di magra viene molto facile guardare in casa degli altri con tanta invidia chiedendosi perchè dagli altri le cose vadano molto meglio che a casa propria, ci si è mai chiesti, dati alla mano, se un modello come quello scandinavo sia veramente un modello di avanguardia e se effettivamente possa essere altrettanto efficiente anche a casa propria?

Un primo aspetto da considerare sono sicuramente i dati relativi alla demografia e alla geografia di paesi scandinavi come Danimarca e Svezia che, comparati a quelli di un altro paese dell’Europa continentale come potrebbe essere l’Italia, possono far sorgere alcuni dubbi. La Svezia ha una popolazione di poco meno di 10 milioni di abitanti (quasi tutti concentrati al Sud nelle città principali come Stoccolma, Malmo e Goteborg) su una superficie totale di 450.000 chilometri quadrati e per una densità totale di 20 abitanti per chilometro quadrato, mentre la Danimarca ha una popolazione di 5,5 milioni di abitanti su di una superficie di 43.000 chilometri quadrati e una densità di 129 abitanti per chilometro quadrato, entrambi sono molto vicini a paesi europei economicamente forti come Germania e Gran Bretagna che di fatto sono i primi partner di scambi commerciali; il tutto comparato con l’Italia che conta 60 milioni di abitanti (6 volte gli svedesi e quasi 11 volte i danesi) su una superficie di 300.000 chilometri quadri (1/3 in meno di superficie rispetto alla Svezia) e una densità di 201 abitanti per chilometro quadrato (100 volte demograficamente più denso della Svezia e denso quasi il doppio della Danimarca), contando che per posizione geografica lo Stivale è circondato per ¾ della propria superficie dai mari con a Est la Penisola balcanica e a Sud i paesi del Nord Africa, regioni di fatto molto povere.

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Sprechi alimentari: frutta e verdura imperfetta in vendita nei supermercati in Francia (Greenme.it)

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In Francia una catena di supermercati ha deciso di provare a mettere in vendita la frutta e la verdura imperfetta per contrastare gli sprechi alimentari. Spesso i prodotti che a livello estetico lasciano a desiderare rimangono sui campi, provocando perdite alimentari ed economiche alla fonte.

I supermercati e i fornitori spesso sono convinti che nessuno vorrà mai acquistare dei prodotti imperfetti, ma il caso della Francia sta dimostrando che non è così e che, anzi, la clientela è ben lieta di comprare la frutta e la verdura di seconda scelta, dato che viene venduta con lo sconto e che risulta comunque del tutto commestibile.

La catena della grande distribuzione Intermarché da alcune settimane ha lanciato la campagna“Fruits et Légumes Moches”. I supermercati della città di Pervins hanno deciso di mettere in vendita la frutta e la verdura imperfetta per forma e per colore con il 30% di sconto rispetto al prezzo abituale.

L’iniziativa ha avuto così tanto successo che molto probabilmente presto verrà estesa a tutta la Francia, almeno per quanto riguarda la catena di supermercati coinvolta, che in questo modo ha arginato i propri sprechi alimentari e ha agevolato i consumatori mettendo a loro disposizione degli ortaggi e della frutta a prezzo più basso senza rinunciare alla qualità. Il 40% della frutta e degli ortaggi in Francia verrebbe scartato poiché imperfetto, ma la nuova campagna mira a dimostrare che i prodotti bruttini e un po’ strani sono buoni come gli altri.

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Una notte con gli Angeli (Elzeviro)

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I City Angels sono una associazione ONLUS nata nel 1994, senza scopo di lucro, apartitica, aconfessionale e sono subito riconoscibili grazie alla loro divisa: un basco blu simbolo delle forze di pace dell’ONU e una giubba rossa, con il loro logo.

La loro missione è aiutare chiunqueincontrino sul loro cammino, dai senzatetto ai cittadini in difficoltà, persino gli animali e ieri sera abbiamo visto da vicino in cosa consiste il loro lavoro di sicurezza solidale. Nulla a che fare dunque, con le forze dell’ordine e neppure con le ronde di stampo leghista.

Ci spiegano che ogni volontario partecipa a seconda delle sue disponibilità, almeno una volta durante settimana e che prima di poter partecipare attivamente nell’associazione si compie unaformazione obbligatoria di due mesi, in cui si apprendono le basi del primo soccorso, dell’autodifesa e si acquisiscono le metodologie operative che i volontari devono mettere in pratica.

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