Giganti 1/3 (Thule Italia)

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Giganti

Sono gli esseri delle origini, i primi abitatori del mondo, le forze del caos e dell’oscurità, i nemici degli dèi e al contempo i loro progenitori, i possessori d’una saggezza antica e profonda. Rappresentano le forze potenti e difficili da dominare della natura e dell’inconscio: il rapporto con loro è indispensabile ma pericoloso; la lotta continua che con loro è combattuta è lo sforzo necessario e costante per porre un freno al loro potere. I giganti simboleggiano infatti la manifestazione e l’esuberanza delle forze della terra e della materia, le quali, se prive della potenza ordinatrice dello spirito, sconfinano in eccesso e travolgono anche se stesse. Per questo i giganti sono al contempo gli esseri dai quali origina il cosmo e i demoni che lo divorano: non a caso una delle loro denominazioni (e nelle Þulur il nome di un gigante) è in nordico jötunn m., pl. jötnar, termine connesso a eta «mangiare»; per questo sono anche simboli del tempo che trascorre e distrugge: la loro presenza alle origini del mondo e la loro attesa della fine, momento in cui combatteranno gli dèi, è emblema del divenire inesorabile.

Le storie cosmogoniche narrano che il primo essere fu il gigante Ymir, nato agli inizi dall’incontro di due polarità: freddo e calore. Dal suo corpo sacrificato gli dèi trassero il cosmo, la terra su cui ebbero dimora gli uomini. Egli è il padre di tutti i giganti; il suo nome significa forse «mormorio» (con allusione al suono primordiale) o «doppio», «gemello» (con allusione alla duplicità della sua natura). Con Ymir vanno presumibilmente identificate altre figure: così, per l’evidente analogia del nome, Ymsi; e Aurgelmir «[colui che] rumoreggia, [generato dalla] sabbia umida» (con allusione all’umidità e al suono quali essenze delle origini), se dobbiamo credere a ciò che dice Snorri, il quale afferma che tale è il nome che i giganti del ghiaccio danno a Ymir; cosi pure Bláinn «scuro» (con allusione alla dimora dei giganti che si trova in luogo freddo e oscuro), o forse «blu» (con allusione al mito secondo cui la volta del cielo fu tratta dal cranio di Ymir); e Brimir (il cui nome è collegato a brim n. «onda», «mare» e fa riferimento al mito che vuole l’oceano tratto dal sangue del gigante primordiale). Bláinn e Brimir paiono identici a Ymir nellaPredizione dell’indovina. Qui va nominato anche Leirbrimir «Brimir d’argilla» (nel caso si tratti di un nome proprio) con le cui membra fu costruito un potente recinto.

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