31_08_14

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.”

KHALIL GIBRAN

30_08_14

“Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio.”

WILLIAM JAMES

Istat, Italia in deflazione dopo oltre 50 anni, disoccupazione balza a 12,6% (Ansa.it)

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L’economia italiana nel secondo trimestre del 2014 si è contratta dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Lo conferma l’Istat che, per effetti di arrotondamento, ha invece rivisto la stima sul pil tendenziale del 6 agosto da -0,3% a -0,2%. Con il primo trimestre chiuso a -0,1%, l’Italia è di fatto in recessione.

La spesa delle famiglie in Italia torna a salire, seppure lievemente, segnando nel secondo trimestre del 2014 il primo rialzo tendenziale, con un +0,2%, dopo undici trimestri in negativo. Era infatti dal 2011 che non aumentava.

L’ITALIA IN DEFLAZIONE – Ad agosto per la prima volta da oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l’economia era in forte crescita. Lo precisa l’Istat, ricordando che allora la variazione dei prezzi risultò negativa dell’1,1%, in una fase di 7 mesi di tassi negativi.

Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio).

Anche il ‘carrello della spesa’ in deflazione  – Ad agosto risulta ancora in deflazione anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero l’insieme dei beni che comprende l’alimentare, i beni per la cura della casa e della persona. Il ribasso annuo è infatti pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio.

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29_08_14

“Dietro ogni problema c’è un’opportunità.”

GALILEO GALILEI

La Cina e la resa dei conti (StampAlternativa)

chinaeconomy

La crisi arriva in Cina. Molte Pmi a rischio chiusura

Pechino ha dato inizio al suo mercato dei junk bond privati nel giugno 2012 per dare una possibilità di finanziamento alle piccole imprese al di fuori dell’area della rete delle cosiddette banche ombra

Le piccole imprese che reggono il mercato privato della Cina nel settore delle emissioni obbligazionarie ad alto rendimento stanno combattendo con l’aumento dei rischi di default come effetto del rialzo dei tassi di interesse voluti dal mercato e del rallentamento della crescita economica che aumenta ad un ritmo che è il più basso degli ultimi due decenni. Stando alle stime di China Merchants Securities, i bond privati in scadenza il prossimo trimestre sono pari a 6,2 miliardi di renminbi (750 milioni di euro) e per la maggior parte appartengono a imprese di piccole e medie dimensioni. Il problema è che iniziano a aumentare i casi di crisi di pagamento. (…)

Seguendo la scia della notizia postata pochi giorni fa (VEDI), ecco che con una certa soddisfazione torniamo a posare lo sguardo sulla Cina, e sulle sue ormai innegabili difficoltà nel reggere il proprio sistema/modello di sviluppo.

Se siamo alla vigilia di una nuova catastrofe finanziaria, e ci siamo dentro fino al collo, parte di tale situazione la si deve all’incepparsi di quell’ingranaggio che doveva essere il cuore della globalizzazione; ovvero l’apertura del mercatocinese, dopo decenni di geloso protezionismo, ai prodotti occidentali.

Ciò non è avvenuto, come più volte abbiamo detto, e per giunta le élite politiche ed economiche del gigante asiatico hanno fatto di tutto per difendere lo status quo che aveva garantito quel “miracolo” economico durato forse fin troppo, e con mezzi non certo in linea con il purismo dottrinario liberista. 

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