E se le lasciassimo al loro destino? (StampAlternativa)

bokoaram

Mettere le mani in un cespuglio di ortiche, è per noi più piacevole che assistere alla nuova, ennesima, campagna di sensibilizzazione globale (che poi interessa al solo Occidente) su di una questione di cui il cittadino medio sa poco/nulla, e che lo vede passivamente coinvolto nella grancassa mediatica del caso.

In queste ultime 24 ore circolano con insistenza le immagini e il video delle ragazze rapite in Nigeria, dal gruppo fondamentalista islamico locale Boko Haram.

La mobilitazione dei “belli e famosi” era già partita da qualche giorno, con alla testa la mogliettina del Presidente USA Obama. La Sig.ra Michelle Obama, infatti, ha prestato volto e voce agli appelli del sedicente mondo libero e civilizzato, indignato dalla barbarie dei bruti terroristi, rei di aver violato l’innocenza di un gruppo di ragazze cristiane, rapite dal loro istituto scolastico, portate in qualche zona impervia del gigantesco Stato africano, e costrette a convertirsi all’Islam a colpi di Corano sulla testa.

Partiamo però dalla vicenda in senso stretto, per porre i nostri dubbi.

Circa le ragazze rapite abbiamo sentito numeri confusi e confusionari. In principio dovevano essere addirittura 276, poi il numero è sceso a 223, poi ad oltre un centinaio, fino alle immagini di ieri, che ritraggono un gruppo alquanto sparuto, a contare le teste non oltre la sessantina (ad esser generosi).

A quanto pare il ratto dei bruti di Boko Haram è avvenuto ai danni di una scuola cristiana non meglio specificata, c’è chi però s’è spinto oltre, definendo  addirittura l’istituto un liceo!

Per favore! Non esageriamo!

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