IN GINOCCHIO Il Paese che mangia low cost (Piemontenews)

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Fatto Quotidiano del 22/04/2014 di Alessio Schiesari attualità
Dodici barattoli di polpa di pomodoro a 4,05 euro; una bottiglia di Lambrusco a 1,29 euro e 300 grammi di polpette a 2 euro e 19 centesimi. Poi due pagine di volantino dedicato alle offerte sulle creme abbronzanti, prodotti per il giar- dinaggio di ogni tipo, scarpe, mutande, pentole e perfino un decespugliatore turbo tempo- rizzato. Non c’è niente che non si possa acquistare in un discount e, stando alle pubblicità, i prezzi sono “incredibili”, “stracciati”, “fantastici”. L’ita – liana Eurospin e i tedeschi di Lidl sono le uniche due catene di supermercati che, anche in tempi di crisi, hanno continuato a crescere. Secondo la Confederazione italiani agricoltori, dal crollo di Lehman Brothers ad oggi la spesa alimentare degli italiani si è ridotta costantemente: meno 15 miliardi in sei anni, passando dai129 miliardi del 2007 ai 114 del 2013. Nello stesso periodo la superficie di vendita degli hard discount è cresciuta del 50 per cento. Nel primo trimestre del 2014 gli acquisti low cost sono cresciuti del 60%. 

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“L’ottimismo è la fede che porta alle realizzazioni. Nulla può essere fatto senza speranza o fiducia.”

HELEN ADAMS KELLER

Hostess, ricercatori, architetti: nessuno è al riparo dalla crisi (Piemontenews)

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Fatto Quotidiano del 31/03/2014 di Elisabetta Ambrosi attualità
È giovane e curata, ti serve il caffé con un sorriso. E tu sorridi di rimando, come se la cabina di un aereo consentisse, almeno per un po’, di lasciare a terra gli incubi di poveri e sfruttati che popolano le nostre città. Ma Sonia , hostess di 28 anni, non lavora per la nota com- pagnia di volo low cost di cui indossa la divisa, ma per un’agenzia interinale che fornisce “materiale umano” alle compagnie aeree. Come racconta il sindacato FamilyWay, Sonia ha speso 3.000 euro per il corso di formazione, 325 euro per la divisa. Oggi non ha un contratto ed è pagata a ore: 15,33 euro per ora di volo, per uno stipendio di 1100 euro. Se è malata non guadagna e in più paga le tasse – dal maggio del 2012 – in due paesi. Provate a distrarvi, leggendo le notizie sull’Ipad. Aprendo un importante sito di informazione, potreste incappare nell’articolo di Francesca , giovane neomamma. Scrive per diversi siti che fanno capo a un’unica società,concui hauncontrat- to di collaborazione occasio- nale. Guadagna 20 euro per 7 pezzi (4 ore), 40 per 14 (8 ore): 2,85 euro a pezzo, calcola, mentre “la signora delle pulizie di mia madre prende otto volte tanto”. Quando, infine, atterrate all’aeroporto, magari progettato da un’archistar milionaria, potreste pensare alla storia di Alessa n d ra , architetta entrata nel 2009 in un prestigioso studio di progettazione internazionale. Oggi pratica la “libera”professione con partiva Iva, ma in realtà ha orari stabiliti (10 ore, sabato compreso), postazione fissa, assenze detratte dallo stipendio, obbligo morale di non lavorare con altri committenti, per 1700 euro al mese. Tante? “Provate a togliere 366 euro di Iva non scaricabile, 300 euro di inarcassa, 500 euro di affitto, spese per l’assicurazione, la formazione, il commercialista e l’ordine. Cosa rimane?”. Se è il pubblico a sfruttare Hostess, giornalista, architetto: tre lavori che vent’anni fa erano considerati prestigiosi e remunerativi.

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Le anime identitarie d’Italia; tra fusioni fredde e bonsai (StampAlternativa)

Pessimismo-Costruttivo

Come ad ogni importante appuntamento elettorale che si rispetti, che piacciano o no i ludi cartacei e le “gabine” elettorali, assistiamo da sempre ad un gran fermento politico.

Il voto europeo di Maggio non sembra essere esente da tale caratteristica. Così come anche la galassia identitaria italiana non disdegna di sfruttare l’occasione per trovare quello spazio a cui ambisce da sempre, ma che non riesce ad ottenere.

L’ultimo scossone in ordine di tempo, quello anche mediaticamente più noto, è stato il “ritorno a casa” di Francesco Storace in Forza Italia. Il sempreverde ras della sedicente destra sociale ha rotto gli indugi, e ha concretizzato quello che per mesi era nell’aria. Surgelando la base del suo partito con una fusione fredda tutta dirigista, e dopo un ritocchino al regolamento interno, ecco che sembra concludersi l’ennesimo esperimento per dar vita a quel “qualche cosa”, che in teoria avrebbe dovuto essere il faro dell’identitarismo italiano, ma che, in realtà, deve aver lasciato solamente l’amaro in bocca a quei sinceri militanti de La Destra che ci avevano creduto sul serio.

Siamo certi che Storace sarà presto in ottima compagnia. Fratelli d’Italia non sembra essere destinata a destino diverso, nonostante negli ultimi mesi Giorgina Meloni sia onnipresente in televisione, in tutti i salotti della politica/spettacolo; da Rai a Mediaset, fino a La7, dove conta il maggior numero di comparsate.

Troviamo divertente sentire questo ex ministro dell’ultimo Governo Berlusconi, che non ha lasciato nulla di significativo quale eredità del suo mandato, tuonare contro i “poteri forti”, e candidarsi (in modo nemmeno troppo velato) ad assurgere al ruolo che in Francia è di Marine Le Pen. L’arguto puparo che sta dietro alla Meloni deve aver preferito eclissarsi per qualche tempo, visti i recenti problemini giudiziari che hanno colpito la sua famelica famigliola. Ma siamo certi che il mefistofelico La Russa tornerà in auge in tempi brevi, e dirotterà l’orfanotrofio che dirige dietro le quinte, verso la casa/madre di San Silvio. Noto per raccattare ogni mendicante della politica, che possa fornirgli anche solo uno 0,qualche cosa, in nome della crociata contro il pericolo rosso imminente.

E gli altri?

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