Per uno sviluppo senza liberismo (seconda parte) (StampAlternativa)

delocalizzazione

La nostra prima attenzione si focalizza soprattutto su quelle che sono le devianze economiche, insite nel tessuto produttivo italiano.

In molte occasioni c’è capitato di notare quanto sia importante, per una certa vulgata mediatica, porre l’accento sulla necessità che le imprese avrebbero di internazionalizzarsi, in modo da non perdere l’onda lunga (ipotetica) dei mercatiemergenti, e sulle prospettive (tutte da verificare) che essi offrirebbero nell’immediato futuro.

Purtroppo però viene sempre omesso che dietro al verbo “internazionalizzare”, si celano dei veri e propri tranelli; primo fra tutti quello relativo alla delocalizzazione degli impianti produttivi, su diversi livelli della filiera materia prima/prodotto finito, dal territorio nazionale verso altri luoghi del pianeta.

Non ci dilungheremo troppo su tale argomento, visto e considerato che esso è da noi sempre stato trattato con dovizia di particolari nel corso della nostra decennale opera di controinformazione.

Il nostro intento è quello di proporre una soluzione sia per contrastare i processi di delocalizzazione manifatturiera, sia per ripristinare la capacità produttiva, e quindi occupazionale, di quei distretti che hanno molto sofferto per i criminali effetti sociali ed economici portati dalla globalizzazione e dalla delocalizzazione manifatturiera.

(Continua a leggere…)

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