C’era una volta il ceto medio (StampAlternativa)

Dalla-Selezione

Qualche notte fa, ci siamo presi il piacere di vedere un vecchio film con Ugo Tognazzi, uno di quei film cinici, dal gusto datato, un po’ volgarotto per eventuali palati fini della cinematografia, tuttavia pregno di quei simboli di un’Italia che sembra lontana anni luce, ma che, tutto sommato, era ben viva e vitale fino a qualche decennio fa.

La trama di questo film aveva come sfondo l’italietta borghese della metà anni ’70, dove il benessere si stava diffondendo trasversalmente in tutti gli strati sociali, e che aveva nel ceto medio il suo perno. Erano interessanti le immagini “rubate” alla Milano e alla Torino dell’epoca, così come quelle della stazione sciistica di Cervinia. Luoghi in cui si muoveva un tipo/umano desideroso di fissare la propria esistenza entro i ranghi di uno status di sviluppo materiale, che si manifestava attraverso simboli e riti ben precisi: la settimana bianca, la crescita economica e dei consumi, il “cinzanino” al bar con gli amici per discutere di automobili, di donne, o per commentare (in modo sommario e banale) le ultime dal Corriere della Sera.

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