Forme del potere (Thule Italia)

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“[I Germani] scelgono i re per nobiltà di sangue, i comandanti in base al valore. I re non hanno potere illimitato o arbitrario e i comandanti contano per l’esempio che danno” (Tacito)

Forme del potere

La struttura politica della società gallo-germanica incontrata dai romani attorno al 50 a.C. e descritta da Cesare nel De Bello Gallico è colta in una fase di cambiamento in cui il dominio delle oligarchie sostituisce gradualmente l’ereditarietà dei monarchi. Nei secoli precedenti il re era discendente di antenati di-vino-regali e quindi la carica era ereditaria e aveva una forte impronta religiosa; la sua autorità si esercitava su un gruppo etnico omogeneo che in esso rifletteva anche la propria identità culturale. Il nuovo “comandante supremo” affermatosi a partire dal II secolo a.C. non riceveva ma conquistava il potere indipendentemente dalle sue origini regali o divine: le imprese eroiche e vittoriose lo rendevano degno di acquisire la supremazia.

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