Per il mercato la salute è per pochi (intimi) (StampAlternativa)

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Il farmaco salva-vita c’è ma soltanto per i ricchi

Riduce la dimensione del tumore mammario e prostatico. Abbatte la mortalità del 34 e costa 4 mila euro al mese

“Scusi, avete Omnitarg della Roche?”.  Il farmacista fissa un punto inesistente, intuisce, agita le mani, batte i polpastrelli, cerca, ricerca, non trova: “Non ancora, ma è perfetto, miracoloso, azzera gli effetti collaterali”. E quanto costa? “Tanto”. E poi un giorno un malato di cancro scopre che un genio, di cui non sapremo mai il nome, ha creato un anticorpo mono- clonale a base di pertuzumab, chiamato in codice 2C4. Al paziente quel codice non interessa e neppure il significato di “inibitore per la dimerizzazione”. (…)

Noi non siamo per un’economia liberale, lo ammettiamo candidamente, senza alcun pudore o vergogna. Per noi la filantropia liberale, il verbo compassionevole dei “privilegiati” che si fanno portatori del più peloso umanesimo, o semplicemente tutti quei rifiuti parlanti per cui il mercato è diventato l’unico metro di misura della storia e del futuro dei popoli, sono come tante piaghe di questa civiltà in decomposizione etica. Per noi sono loro il cancro.

La salute è un mercato dove chi può, fa la parte del leone; case farmaceutichein primis, e lobbismo della “libera” ricerca privata, legata a questi colossi della malattia.

Il malato è il campo di manovra, è l’indice umano che accompagna quello dei titoli in borsa delle tante Sanofi-Aventis.

E lo Stato?

E la sanità pubblica?

E la ricerca pubblica?

No, non scherziamo, in tempi di austerity lo Stato DEVE essere più leggero, privarsi di ogni positiva iniziativa che potrebbe avere sul popolo per il popolo.

No! Allo Stato va l’ingrato compito di rastrellare denaro, attraverso le tasse e le dismissioni di patrimonio nazionale, per soddisfare l’ingordigia del sistemabancario, che privatizza gli utili, com’è logico, ma fa ricadere le sue perdite sullo Stato, costretto sempre più spesso ad intervenire affinché qualche istituto di credito non collassi sotto il peso della sua avidità.

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