La profumazione al muschio bianco è di origine animale (AmbienteBio)

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La fragranza al muschio bianco è una fra le più buone in assoluto, delicata, borotalcata, utilizzata anche dagli antichi romani. Molti di noi forse non lo sanno, non è una pianta presente in natura, il muschio bianco in natura non esiste, è un derivato animale.

Una secrezione prodotta dalle ghiandole odorifere di un piccolo cervo, il cervo muschiato (Moschus Moschiferus) originario dell’Asia centrale. Durante il periodo dell’accoppiamento, questo animale marchia il territorio seminando delle piccole palline di muschio che secerne il suo organismo e che vengono accumulate in due borsette attaccate sotto la sua pancia.
Queste palline contengono il pregiato olio essenziale di ‘muschio bianco’ prodotto dalle loro ghiandole odorifere: per estrarlo, per centinaia di anni, questi piccoli cervi sono stati uccisi.
Nonostante i divieti di caccia, in alcune aree la mattanza avviene ogni anno, in quanto la ghiandola del cervo muschiato è particolarmente ambita soprattutto al mercato cinese, sia come profumo, che come rimedio curativo.
Fortunatamente, si è messo un freno a questa follia e il profumo al muschio bianco si è iniziato a produrlo sinteticamente.

Il muschio bianco sintetico
Ma l’IFRA – l’International Fragrance Association –, il cui Codice di Comportamento rimane il punto di riferimento per la regolamentazione dell’industria profumiera mondiale, ha vietato attraverso i suoi standard, i profumi sintetici al muschio, tra questi anche il muschio xilene (ossia muschio bianco). La problematica rintracciata in questa profumazione sintetica è l’alto tasso di inquinamento ambientale causato dalla sua produzione.

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L’ODISSEA – terza parte (Thule Italia)

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L’isola delle Sirene – Scilla e Cariddi

Le Sirene, che abbiamo già incontrato, nel mito relativo agli Argonauti, erano la prossima minaccia in serbo lungo il viaggio di Ulisse. Per evitare che i suoi compagni venissero sopraffatti dal canto di questi spiriti maligni, che avevano forma metà donna e metà uccello, Ulisse otturò le loro orecchie con della cera. Ma la curiosità di Ulisse era enorme e, volendo ascoltare ciò che diceva il canto, ordinò ai suoi uomini di legarlo saldamente all’albero maestro della nave, dando istruzioni che, qualunque cosa avesse detto o fatto, non avrebbero dovuto dargli ascolto e, per nessun motivo avrebbero dovuto liberarlo.

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Cina: l’economia del “fantastico” è in crisi (StampAlternativa)

Cina, il miracolo economico è ufficialmente finito

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In maggio l’indice delle attività manifatturiere cinesi ha segnato, per la prima volta da sette mesi, un calo sotto la soglia dei 50 punti che separa l’espansione dalla contrazione a causa della diminuzione degli ordini.
Nello stesso mese  le esportazioni hanno segnato il tasso di crescita annuale più basso in quasi un anno all’1%, con i flussi sia verso gli Stati Uniti sia verso l’Europa – i primi due mercati della Cina – in discesa per il terzo mese consecutivo. Anche le importazioni sono diminuite dello 0,3%, contro attese di un aumento del 6%, poiché il volume di molte spedizioni di materie prime è sceso rispetto a un anno prima. (…)

In quest’articolo che vi proponiamo, si trovano riassunte tutte le criticità cinesi che stanno emergendo nel 2013, un anno così anomalo, che con ogni probabilità sarà ricordato come l’anno di preparazione a una nuova crisieconomica globale.

Ne siamo certi, siamo ad un punto di svolta, da molto tempo segnaliamo su questo nostro sito tutta la difficoltà incontrata dalla Cina nel mantenere il ruolo di motore della globalizzazione, un primato che sta mettendo a rischio la tenuta stessa del gigante asiatico.

Evidentemente fummo buoni osservatori della realtà quando, proprio nella prima fase della crisi, quella che potremmo definire “fase d’Occidente”, ritenevamo impossibile che la crescita cinese potesse reggere il ritmo a lungo; incalzata com’era dalle pressioni di Europa e Stati Uniti, che supplicavano una concorrenza meno spietata, e al contempo lacerata dalla necessità di mantenere il proprio status quo interno, e contenere la spinta sociale che chiedeva di poter godere maggiormente i frutti della nuova posizione dominante.

 

Il prolungarsi della recessione tra le due sponde dell’Atlantico, e l’assenza dimercati capaci di sostituire le fitte relazioni import/export tra Cina ed Occidente, stanno avendo ripercussioni negative ormai anche sul Drago, che si trova ora a dover affrontare la fine di un ciclo di record in punti di Pil, e di capacità produttiva.

La Cina è stata l’economia del “fantastico”, così come la definimmo molto tempo fa, dove le speranze ed i sogni di aziende e speculatori occidentali sembravano aver trovato una sorta di Eden vasto come un continente, dove tutto era possibile, e dove le prospettive di sviluppo dei consumi interni davano ad intendere che qualsiasi bene avrebbe trovato un mercato vergine e recettivo.

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Censura “democratica” e moderni untori (StampAlternativa)

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“La tua Pagina è stata rimossa dalla pubblicazione

Questo significa che la tua Pagina non è visibile su Facebook. La tua Pagina è stata nascosta perché viola le Condizioni d’uso di Facebook. In particolare, la tua Pagina è stata contrassegnata per la presenza di nudità, pornografia o richieste a sfondo sessuale.

Se ritieni che la tua Pagina sia stata nascosta per errore, puoi fare appello alla nostra decisione. Se il tuo appello sarà respinto, la Pagina verrà eliminata in modo permanente”.

 

Con questa sorta d’interdizione mediatica, è da qualche giorno  oscurato il profilo dell’Ass. Cult. Thule-Italia dal social network più famoso del pianeta: Facebook.

Una vera e propria barzelletta, se non fosse che di mezzo c’è molto di più, e da ridere proprio nulla. Da tempo, infatti, c’è stato un virulente attivismo censorio, da parte del sistema vigente, contro voci dissenzienti o sgradite tanto culturalmente quanto politicamente, che rendono ancora più convinta la nostra avversione nei confronti di questa matura democrazia occidentale.

Gli attivisti di Storm Front arrestati e processati per reati d’opinione. Strano, e noi che pensavamo che la libertà di parola fosse garantita dalla Costituzione repubblicana.

Militanti di Forza Nuova fermati perché distribuiscono volantini. Strano, e noi che pensavamo che la libertà di manifestare posizioni politiche o ideologiche fosse garantita dalla Costituzione repubblicana.

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L’ODISSEA – seconda parte (Thule Italia)

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Sull’isola di Eolo

Le navi si fermarono poi sull’isola di Eolo, il Signore dei Venti. Eolo accolse Ulisse ed i suoi compagni con benevolenza, dando loro ospitalità per un mese. AI momento della partenza, Eolo fece dono ad Ulisse di un otre, fatto di pelle di bue, contenente tutti i venti più forti, dicendogli che, se ne avesse avuto bisogno, avrebbe dovuto liberare solo Zefiro, la dolce brezza che lo avrebbe accompagnato fino ad Itaca. Ulisse diede le stesse istruzioni ai suoi compagni aggiungendo che, se avessero aperto l’otre, i venti che ne sarebbero usciti avrebbero messo in grande pericolo il loro viaggio.

Ma l’equipaggio non obbedì e, credendo che Eolo avesse donato ad Ulisse un otre contenente del vino raro, approfittarono del momento in cui Ulisse dormiva, e l’aprirono. Ne uscirono tutti i venti e la piccola nave venne sballottata da onda a onda in una tempesta senza pari. La burrasca riportò la nave sull’isola di Eolo che, indignato dall’uso fatto del suo dono, si rifiutò di dargli ulteriore assistenza; Eolo si convinse che gli dèi non volevano aiutare Ulisse, e lo lasciò al suo fato.

L’isola di Circe

Ripresero il loro viaggio e giunsero sulla terra dei Lestrigoni, che erano dei selvaggi mangiatori di carne umana. Riuscirono a scappare quasi miracolosamente, ma i cannibali, che l’inseguivano lanciando pietre, affondarono tutte le navi tranne una. Quest’ultima ed il suo equipaggio era tutto ciò che rimaneva ad Ulisse quando lasciarono questa terra e si diressero verso l’isola di Circe. L’isola dove viveva la Maga, era chiamata Eea, ed oggi è il promontorio di Monte Circeo, a sud di Latina. Circe era la sorella di Eeto, il re della Colcide che abbiamo già incontrato nei miti relativi agli Argonauti ed a Pasife, moglie di Minosse.

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