Economia e globalizzazione: regge la Germania ma le bolle sono in agguato (StampAlternativa)

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Abbiamo deciso di raggruppare tutta una serie di segnali a nostro avviso preoccupanti, che certificano una convinzione da tempo presente in questo sito: qualche cosa di grosso sta per succedere.

Partiamo dall’unico dato che, in teoria, dovrebbe esser ritenuto positivo; ovvero l’andamento dell’economia tedesca, e lo stato di fiducia presente in Germania presso imprese e consumatori.

“Migliora l’indice Gfk, che misura la fiducia dei consumatori tedeschi è salito a 6,5 punti a giugno, superando le attese del consensus che erano per 6,2 punti. A maggio l’indice si era attestato a 6,2 punti. È il livello più alto degli ultimi cinque anni, rileva il Gfk. Migliora sopra le attese anche la fiducia degli imprenditori in Germania”.

Fonte www.ilsole24ore.com

La prima economia del Vecchio Continente ha retto bene questi anni difficili della crisi dell’area euro, che aveva nel gruppo di nazioni PIIGS i propri punti deboli. Tuttavia s’incomincia ad intravvedere un primo affanno della locomotiva teutone. 

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Gente senza vergogna (StampAlternativa)

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“Ritorno in politica? Adesso no, no, e ancora no. Mi metto a fare il filantropo. Io quei soldi non li ho rubati, sia chiaro”. Lo afferma Franco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl, accusato di peculato e condannato oggi dal gup di Roma a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Fonte www.ansa.it

All’ombra di una tornata elettorale senza storia e senza passione, ecco spuntare una dichiarazione che più di ogni altra analisi sociale o politologica ci fornisce uno spaccato chiaro di come in Italia la decenza sia ormai un lusso, e la giustizia solamente una parola priva di significato concreto.

Torna a parlare Franco Fiorito, uomo/simbolo di una classe politica fine a se stessa, consapevole di poter gravare impunemente sulle spalle di un’anatra zoppa, l’Italia, a cui è rimasta solo la forza per lamentarsi della propria infausta condizione.

Mentre i partiti già affilano le armi per una lotta all’ultima interpretazione dei dati usciti dalle urne, un pingue protagonista di questa repubblica delle banane rilascia dichiarazioni sul proprio futuro da filantropo.

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Il gallo e le sue galline (StampAlternativa)

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E’ morto Don Andrea Gallo, definito con molta enfasi “prete degli ultimi”, o addirittura “profeta di strada”.

Ma per favore!

Non ci piacciono, né mai gradiremo, i preti che fanno politica. Perché, seppur animati dalle migliori intenzioni, alla fine diventano solamente delle macchiette, gente di spettacolo.

Il meglio dei progressisti pensanti, da Moni Ovadia ad Alba Parietti, ne sta cantando e suonando le lodi fin da quando il sacerdote ha smesso di stare in terra. Confermandoci, se avessimo avuto qualche dubbio, che il “personaggio”, perché di questo si trattava, faceva parte di quella lunga lista di menti illuminate, che ci fanno la paternale da sempre su quanto noi, italiani, abbiamo bisogno continuamente di sentirci in colpa per qualsiasi cosa avvenga di negativo su questo pianeta.

Don Andrea Gallo per noi era come quei sessantottini stagionati, che deposte le velleità di una rivoluzione proletaria hanno deciso da tempo di dedicare il loro acume alle sorti dei “poveri” migranti, o a battagliare in comunione spirituale con qualsiasi bipede che possa puzzare di terzomondismo alla moda.

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Un’innovazione tecnologica di 71.000 anni fa (Le Scienze)

Un'innovazione tecnologica di 71.000 anni fa

Risale a 71.000 anni fa una serie di piccole pietre scheggiate, o microliti, prodotte in modo da poter essere usate come armi da getto, ossia come punte di lance. La scoperta – avvenuta nel sito di Pinnacle Point vicino a Mossel Bay, in Sudafrica, e descritta su “Nature” in un articolo a prima firma Kyle S. Brown – retrodata notevolmente l’emergere di questa significativa tecnologia litica, mostrando che fin dall’inizio l’Homo sapiens era dotato di capacità ideative superiori, e non vi sarebbe stato – come ipotizzato da alcuni antropologi – un periodo in cui H. sapiens era fisicamente ma non mentalmente moderno.

I microliti portati alla luce a Pinnacle Point, insieme ad altri reperti, testimoniano il possesso di una tecnologia avanzata e dimostrano l’esistenza di un pensiero simbolico. Gli antichi abitanti del sito infatti padroneggiavano una tecnologia per la produzione di lunghe lame sottili di pietra, successivamente spuntate da un lato in modo da poterle inserire in fessure intagliate in aste di legno o di osso e quindi creare armi leggeri da getto, come frecce o più probabilmente lance, che fornivano un significativo vantaggio rispetto a una lancia a mano aumentandone la portata e riducendo il rischio di lesioni.

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L’origine europea della civiltà minoica (Le Scienze)

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La civiltà minoica era autoctona e fu fondata dai discendenti dei primi coloni europei dell’isola di Creta, che vi approdarono durante il Neolitico, circa 9000 anni fa. A questa conclusione, che contraddice la lunga convinzione che quella cultura avesse origine da una più recente immigrazione dalle coste del Nord Africa, probabilmente dall’Egitto, è giunto un approfondito studio genetico condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Crera a Heraklion e dell’Università di Washington a Seattle, che firmano un articolo pubblicato su “Nature Communications”.

La convinzione che la prima grande civiltà sorta sul suolo europeo avesseorigine africane risale agli inizi del secolo scorso, quando sir Arthur Evans scoprì le rovine del tempio di Cnosso. Evans aveva osservato diverse somiglianze l’arte tra minoica e quella egizia, rilevando che le tombe circolari dei primi abitanti della parte meridionale di Creta erano simili alle tombe costruite dagli abitanti delle coste libiche.

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