Dall’ozono al clima, l’effetto domino inizia in Antartide

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Gli schemi di circolazione verticale delle masse d’acqua nell’Oceano Antartico hanno subito una variazione a causa del buco nello strato di ozono atmosferico sopra l’Antartide. Il fenomeno potrebbe avere un notevole impatto sulla quantità di anidride carbonica in atmosfera, e di conseguenza anche sul clima globale.

A lanciare l’allarme sono due studi appena pubblicati su “Science”.  Nel primo articolo, Sukyoung Lee e Steven B. Feldstein del Dipartimento di Meteorologia della Pennsylvania State University hanno considerato l’assottigliamento dell’ozono al di sopra dell’Antartide, che è stato accompagnato negli ultimi decenni da un contemporaneo incremento dei gas serra, anche se di entità inferiore.

Applicando la cosiddetta “analisi a cluster” a una serie di dati sulle velocità e le direzioni dei venti, in particolare delle “correnti a getto” (jet stream) che sono caratterizzate da notevole rapidità e sezione limitata e che si formano a circa 11 chilometri di quota, i ricercatori hanno trovato che l’aumento dei gas serra e l’impoverimento dello strato di ozono hanno contribuito in due modi distinti ai cambiamenti negli schemi di circolazione ventosa. In particolare, è risultato che questi ultimi sono determinati per oltre il 50 per cento dall’assottigliamento dell’ozono, e che quindi i gas serra hanno un impatto minore. Finora nessuno studio era risucito a dare una valutazione quantitativa di questa differenza.

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Università degli studi G. D’Annunzio: A L’Aquila il terremoto ha colpito al cuore

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Chieti, 6 febbraio 2013 – Per molti cittadini aquilani il terremoto ha significato lasciare la propria casa per adattarsi ad una vita completamente diversa, nelle tende o negli hotel. Uno stravolgimento, un ritrovarsi sradicati dalle proprie abitudini, precipitare in situazioni completamente nuove. Gli effetti di questi cambiamenti non sono solo psicologici, ma possono riverberare sul nostro organismo e modificare i fattori determinanti per la salute metabolica e quindi cardiovascolare.

Lo ha evidenziato una ricerca nata dalla collaborazione tra l’Università Gabriele d’Annunzio, i Laboratori di ricerca della Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso ed il Nucleo di farmacisti Volontari della Protezione civile.

Pubblicato sulla rivista internazionale Nutrition, metabolism and cadiovascular diseases, lo studio ha letteralmente portato la ricerca scientifica sul terreno, tra la gente del terremoto. Nei mesi successivi al sisma, infatti, un camper specificamente attrezzato con a bordo medici e farmacisti volontari ha visitato la zona dell’emergenza offrendo una serie di analisi e misurazioni, effettuate con la collaborazione di Roche Diagnostic e Voden Medical. Dal peso alla circonferenza addominale, dal colesterolo alla glicemia, dalla pressione arteriosa alle abitudini alimentari, sono stati raccolti molti dati sui 278 cittadini che hanno partecipato volontariamente.

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Basta una stilla di male per gettare un’ombra infamante su qualunque virtù.

William Shakespeare