Gente che vai, hit-parade che trovi (StampAlternativa)

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Centro Wiesenthal fa top-list antisemitismo

Dirigenti egiziani superano Ahmadinejad, al terzo posto un brasiliano. Nella graduatoria ci sono anche ultras di calcio

Nel 2012 alcuni dirigenti egiziani hanno superato il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad per la foga delle loro espressioni antisemite, secondo una graduatoria curata dal Centro Wiesenthal e riferita dal Jerusalem Post. Secondo il Centro Wiesenthal due dirigenti dei Fratelli Musulmani si sono distinti in questo senso: il loro leader spirituale Muhammed Badie ed il predicatore Abdel Nabi Mansur. (…)

La prendiamo per quella che è; ovvero una grossolana iniziativa promozionale di fine anno, buona giusto per le barzellette dopo lo zampone con le lenticchie, e poco altro.

Certa gente non sa veramente più come trovare senso alla propria pseudo “missione” storica, che ormai ha i tratti sempre più sbiaditi del rancore di vecchiette da ospizio un po’ rintronate.

Così come noi trovammo a suo tempo demenziale la lista di ebrei italiani, oggi troviamo altrettanto demenziale questa sorta di hit-parade, in cui compaiono coloro il cui delitto è solamente quello di essere irrispettosi nei confronti del “sacro” popolo eletto.

Quello che però non ci piace, al netto dell’ironia, è quanto nella nostra libera civiltà occidentale esistano differenze di trattamento palesi, tra chi può permettersi di dire tutto, e chi si trova ancora nelle patrie galere, per aver ritenuto la libertà di parola un suo diritto.

Gabriele Gruppo

(Fonte)

29_12_12

Muor giovane colui che al ciel è caro.

Menandro

27_12_12

Sulle vette è più caldo di quanto non si immagini nelle valli,

soprattutto in inverno.

Friedrich Wilhelm Nietzsche

23_12_12

L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.

Eugène Delacroix

Slovenia: anche i piccoli sogni finiscono (StampAlternativa)

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La Slovenia ha un nuovo presidente, ma non una soluzione alla crisi

Nei primi di dicembre Borut Pahor , già presidente del parlamento e primo ministro sloveno, si è aggiudicato un ballottaggio senza storia, sconfiggendo il presidente uscente Danilo Türk col 67% dei suffragi.

Pahor è il quarto presidente della Slovenia indipendente, il primo ad aver coperto tutte e tre le più alte cariche dello stato. Pochi avrebbero scommesso che ce l’avrebbe fatta. La sua vittoria è stata anche la vittoria del premier Janez Janša – soprannominato “il principe delle tenebre” dall’ex primo ministro Janez Drnovšek, per l‘epurazione dei personaggi sgraditi e per aver attaccato l’indipendenza della giustizia – e della sua politica di rigore e di contenimento della spesa pubblica (su indicazione dell’Europa e del FMI). (…)

Il copione è sempre lo stesso: crisi finanziaria, tracollo dell’economia reale,interventi di austerità perorati dalla classe politica locale, sotto ovvia dettatura dell’accoppiata FMI/UE, e conseguente ricaduta negativa sul popolo quale degna conclusione.

Manca qualche cosa? No!

Anche la Slovenia è stata colpita dal collasso economico occidentale. Sicuramente era un destino inevitabile, per una nazione che ha gravitato storicamente nell’orbita di soggetti più grandi di lei, e continuerà a farlo in futuro. Colpevole forse di aver pensato che il proprio ruolo potesse mutare, con le mutate coordinate economiche del XXI secolo, si ritrova oggi a dover fare i conti salati di uno sviluppo veloce, ma dai fondamentali deboli.

Non è bastato alla Slovenia l’essere incastonata nella Mitteleuropa, e nemmeno il suo potenziale attrattivo per investimenti esteri: turismo, allocazione d’imprese occidentali (italiche in particolare), agevolazioni fiscali ecc. 

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Fonte