Uccise coniglio in classe, prof condannato a 8 mesi

l tribunale di Milano ha condannato a otto mesi di reclusione il professore che era stato denunciato nel 2010 dalla Lav per aver ucciso due conigli durante una lezione di anatomia. A darne notizia è la stessa Lega antivivisezione. “Una nefandezza finalmente condannata, in un caso che rappresenta un importante precedente giuridico in ambito didattico, e un segnale rassicurante sotto il profilo pedagogico”, commentano dall’associazione ricordando che il docente, Carlo Rando, “è stato riconosciuto responsabile dei reati previsti dagli articoli 544 bis e ter del Codice penale”. L’episodio era avvenuto all’istituto tecnico Molinari, a Milano, e il docente era stato licenziato.

Secondo quanto riferito dalla Lav, il professore “aveva fatto arrivare a scuola quattro conigli, fatti appositamente uccidere per scopi didattici, ma due di questi, ancora vivi, erano usciti fuori dal contenitore. A quel punto il docente aveva prima cercato di strangolarli, quindi li aveva colpiti ripetutamente a pugni, per poi uccidere uno dei due sopravvissuto alla prolungata violenza colpendolo a martellate sulla testa. Scene raccapriccianti, degne di bassa macelleria, ed eseguite anche davanti a minorenni”.

“Lavoro” e “Impresa”: una storia vera che sembra impossibile (StampAlternativa)

Imprenditore umbro divide utili con i dipendenti: regalo da 5 milioni a Natale

ROMA – Il re umbro del cachemire Brunello Cucinelli appena sbarcato in Borsa ha deciso di condividere gli utili con i propri dipendenti ed ha preparato un dono da 5 mln di euro da mettere sotto l’albero per le proprie maestranze. La notizia, anticipata da Umbria24, è stata confermata dallo stesso Brunello Cucinelli. «Questo vuole essere un dono di famiglia, qualcosa che va aldilà dell’azienda che è quotata in Borsa» ha detto. «Abbiamo voluto dare un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l’abbiamo comunicato ai dipendenti» ha aggiunto Cucinelli, che ha slegato però il dono ai dipendenti dalle ultime polemiche col sindacato. «Assolutamente no, – ha detto – è una cosa a cui stavo pensando da tempo».

Fonte www.ilmessaggero.it

Le buone notizie si commentano da sole. Tuttavia permetteteci di dire che questa storia, pur nella sua eccezionalità, rappresenta la prova di quanto con la sinergia tra “Lavoro” e “Impresa” si possano fare cose impensabili, anche in un momento storico come questo.

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La crisi non si risolve con delle primarie (StampAlternativa)

Crisi: Inps, cala potere acquisto, cresce peso prestazioni. Dal 2007 -5,2%, ‘aiuti’ sociali ora rappresentano 22% reddito.

ROMA – Cala il potere d’acquisto delle famiglie e cresce il peso delle prestazioni sociali sul loro reddito, rimasto fermo al livello del 2007. In questi 5 anni, si legge nel bilancio sociale Inps, il potere d’acquisto e’ sceso del 5,2%, mentre il peso delle prestazioni sociali (Inps piu’ altre) e’ salito nel periodo dal 19,8% al 22,1%, contribuendo ad ”attutire la caduta del reddito disponibile” negli anni ”di riduzione del reddito primario”. (…)

Ci dispiace per gli altri, ma a noi del MTN di preoccuparci chi sia il vincitore tra Pierluigi (mezzo sigaro) Bersani e Matteo (rottamaio) Renzi, non ci potrebbe interessare meno.

Siamo seri, per favore, siamo seri. Nulla è più ridicolo che questa repubblica delle banane, dove si scimmiottano ritualità politiche importate, già penose nelle nazioni d’origine, figurarsi in un’Italia come questa, dove tutto ha il sapore del comico. In particolare la classe politica.

Intanto gli indicatori socio/economici continuano a suonare le campane a morto di una crisi che sta disintegrando ogni certezza, che pone fardelli sempre più gravi sulle spalle di una comunità che si regge in piedi solo grazie all’inerzia.

L’impoverimento degli italiani, la decrescita delle loro capacità di proseguire nel modello consumistico occidentale, stanno diventando una caratteristica del presente, che proietta la sua ombra inquietante sul futuro.

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Lasciamo a Voi ogni commento… (StampAlternativa)

Quelle 90 poltrone in più  per tagliare i parlamentari

Primo sì a un ddl per eleggere una commissione di riforma della Costituzione. Con stipendi da deputati: indennità incluse

Non è uno scherzo. È quello che stabilisce un disegno di legge approvato a razzo dalla commissione Affari costituzionali del Senato con l’unica opposizione dell’Italia dei valori, il cui rappresentante Francesco «Pancho» Pardi ha invano cercato di demolirlo, e subito fiondato in Aula dove giovedì ha rischiato di essere ratificato al volo. Che cosa dice? Prevede semplicemente l’elezione a suffragio universale di una commissione Costituente che dovrebbe occuparsi della revisione della seconda parte della Carta costituzionale. Ne dovrebbero far parte novanta persone, che non potrebbero ricoprire altri incarichi elettivi, come quello di parlamentare o consigliere regionale. Con il risultato inevitabile di far crescere, sia pure per un solo anno (tanto dovrebbe durare l’incarico) il numero delle poltrone.

(segue)

Fonte www.corriere.it

…ma potete ben immaginare quale sia il nostro!

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Cimone e Pero (Thule Italia)

L’episodio di Cintone e Pero si svolge all’interno di una pigione; l’uomo è solitamente ritratto come un vecchio canuto in catene, allattato al seno della figlia Pero.

Parentela e origine Cimone è un uomo anziano; Pero sua figlia

Attività e caratteristiche Prigioniero in carcere, Cimone viene nutrito dalla figlia Pero, che gli offre il proprio seno

La commovente storia di Cimone e Pero viene raccontata dallo storico romano Valerio Massimo (I sec. d.C.) nell’opera dal titolo Patti e detti memorabili. Cimone è in carcere in attesa di essere giustiziato e la figlia Pero, grazie alla magnanimità di una guardia, gli fa visita tutti i giorni. Poiché Cimone non riceve cibo da lungo tempo ed è sul punto di morire di fame, la fanciulla nutre il padre offrendogli il latte del suo seno. A Roma si riteneva che il tempio della Pietas giacesse proprio sul luogo in cui era avvenuto l’episodio di cui sono protagonisti Cimone e Pero. La raffigurazione dei due personaggi è ambientata all’interno di una prigione. Talvolta nella composizione si scorge una guardia intenta a osservare la scena da dietro le sbarre di una finestra oppure più sentinelle fanno irruzione nella cella con la spada sguainata. La storia, tipico esempio di pietas filiale, era molto popolare soprattutto tra gli artisti barocchi italiani e fiamminghi.

(segue…)

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