L’Iran non ha paura (StampAlternativa)

Iran: testati missili antinave ad Ormuz

Durante un’esercitazione tenuta ieri e lunedì nello Stretto di Ormuz, l’Iran ha testato quattro nuovi missili destinati a colpire navi da guerra. I missili sono stati lanciati simultaneamente e hanno centrato il “grosso bersaglio”, affondandolo in appena 50 secondi, ha precisato il generale Ali Fadavi del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, citato dall’agenzia semi-ufficiale Farsi. Fadavi non ha fornito ulteriori dettagli sui missili e si è limitato ad assicurare che i Pasdaran hanno in programma “una massiccia manovra militare nello stretto, nel futuro prossimo”.

La stampa iraniana ha presentato l’esercitazione come una “degna” risposta alle operazioni di sminamento nel Golfo Persico condotte negli ultimi giorni da Stati Uniti ed alleati. I vertici militari USA hanno descritto l’IMCMEX-12 (International Mine Countermeasures Exercise) come una manovra “difensiva”, ma gli analisti vedono in essa un chiaro messaggio diretto all’Iran, i cui rappresentanti vantano le capacità di bloccare l’accesso ad Ormuz in rappresaglia alle minacce israeliane di attaccare le loro installazioni nucleari. (…)

La risposta iraniana all’ennesima provocazione occidentale è arrivata in breve tempo. Mentre gli statunitensi, con i loro servi al seguito, si sono divertiti a dimostrare quanto bravi possano essere nello sminare lo stretto di Ormuz, un’abilità facile da dimostrare senza che ci fosse la paura di essere presi a cannonate, l’esercito iraniano ha fatto capire che non saranno solo le mine navali a dover preoccupare USA&C., ma anche degli strumenti più efficaci, che potrebbero far colare a picco qualche bagnarola americana.

E’ da tempo che la marina militare dell’Iran si dice pronta per attuare una chiusura dello stretto di Ormuz, e le sue dotazioni tecnologiche hanno fatto notevoli passi avanti, rispetto a vent’anni fa. Lo svantaggio tra le due parti è tuttavia evidente ma non sarebbe da escludere che, nel caso di uno scontro diretto, alcuni colpi contro le unità navali occidentali potrebbero avere un impatto psicologico negativo di rilevo negli USA. Una carta che potrebbe rivelarsi utile a Teheran per fiaccare il fronte interno di Washington, già provato dalle due sconfitte in Iraq e in Afghanistan, dove il rischio per Obama (a pochi passi dalle presidenziali) sarebbe quello di trovarsi a dover gestire un elevato tasso di dissenso verso i conflitti esteri nell’opinione pubblica, molto più elevato rispetto a quello che si manifestò durante la presidenza Bush. (continua a leggere… ->)

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