L’ora delle donne… (Thule Italia)

Un estratto dal libro di Guido Knopp “Tedeschi in fuga” (il breve commento alla fine della breve lettura)

Fra i tanti fuggiti in quei giorni c’era anche Sofie Jesko. Quando aveva udito, ancora in lontananza, il rombo dei motori, si era spaventata. «Arrivano i russi! » aveva gridato qualcuno. Ma dopo le fatiche iniziali della marcia attraverso la pianura fortemente innevata del fiume Warthe, affluente di destra dell’Oder, nessuno dei profughi aveva più la forza necessaria per continuare a scappare. E dove, del resto? E come? Nella tempesta di neve non si scorgeva quasi più il tracciato delle strade che costituivano, per il milione circa di civili tedeschi insediati in Polonia, le uniche vie di scampo. D’un tratto comparvero dei camion tedeschi, e per un breve momento i profughi tornarono a sperare. Ma il barlume di sollievo si volse quasi subito in paura. Quelli erano partigiani polacchi che, impadronitisi dei veicoli della Wehrmacht, stavano seguendo ora l’Armata Rossa nell’avanzata. Non appena i sovietici liberavano un villaggio o un insediamento, le donne e gli uomini polacchi si organizzavano in formazioni partigiane per partecipare alla caccia dei tedeschi in fuga. E dopo anni di brutale umiliazione, dopo l’assassinio di milioni di connazionali, ci fu anche fra i polacchi chi sfogò l’odio accumulato traducendolo in violenza insensata. (continua a leggere…)

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