Disoccupazione: la caduta continua (StampAlternativa)

Disoccupazione al 10,7%: mai così male dal 2004 Un giovane su tre senza lavoro

Il tasso di disoccupazione a luglio resta stabile al 10,7%, lo stesso livello di giugno, il più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Su base annua il tasso è in rialzo di 2,5 punti. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati, stime provvisorie).

Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre 2012 risulta pari al 10,5%, in crescita di 2,7 punti percentuali su base annua. Lo rileva l’Istat in base a dati grezzi. Si tratta del tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1999. (…)

Poco c’è ormai da commentare, pochissimo da analizzare ulteriormente. La situazione sta peggiorando, le cause le conosciamo, e chi soffrirà non saranno certo coloro che oggi, come ieri, come da sempre, pongono all’ordine dell’agenda politica nazionale non i problemi VERI degli italiani, quanto delle squallide diatribe prive di senso, da corte bizantina; segno distintivo di una totale perdita di contatto con la REALTA’.

Quel che ci chiediamo è quanto ancora l’Italia potrà reggere.

Secondo noi non per molto, e lo capiremo ben presto a nostre spese. (continua a  leggere…)

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Agosto – Oggi avvenne (Thule Italia)

6 agosto 1945 – La prima codificazione dei crimini contro l’umanità nel diritto internazionale positivo è contenuta nello Statuto del Tribunale militare internazionale di Norimberga, il cui articolo 6 li definisce come “l’omicidio volontario, lo sterminio, la riduzione in schiavitù, la deportazione e ogni altro atto disumano commesso ai danni di una qualsiasi popolazione civile, prima o durante la guerra, oppure persecuzioni per motivi politici, razziali o religiosi sempre che tali atti o persecuzioni – abbiano costituito o meno una violazione del diritto interno del paese in cui sono stati commessi – siano stati perpetrati nell’esecuzione di uno dei crimini rientranti nella competenza del Tribunale, o in connessione con uno di siffatti crimini”. (continua a leggere…)

8 agosto 1945 – La guerra al Giappone fu dichiarata da Iosif Stalin l’8 agosto 1945 (quale tempismo!!!), a mezzanotte e, dieci minuti dopo, le truppe dell’Armata Rossa dettero inizio ad una “guerra-lampo” che portò in pochi giorni alla conquista della Manciuria. Tutto ciò avvenne nonostante mancassero ancora circa otto mesi alla scadenza del Patto nippo-sovietico di non aggressione.

«Dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, seicentomila ufficiali e soldati giapponesi sono stati catturati dal ex-Unione Sovietica; poi sono stati internati in campi di concentramento che si trovano dappertutto: a est nella penisola del Camciatca, ad ovest, verso l’Europa attraversando gli Urali, a nord,vicino il fiume di Enisej. Ce ne sono migliaia.
L’inizio della guerra, quando i soldati giapponesi erano ebbri di vittoria, è un’altra storia. Dovremmo far conoscere anche la storia della fine della guerra, per essere più precisi, cioè la dolorosissima storia della sistemazione militare dopo la sconfitta. Vorrei tanto che la gente della generazione sotto i 50 anni sappia, loro che non hanno conosciuto la guerra, che non ripeteremo mai più. Ho preso il pennello al posto di amici soldati che sfortunatamente non hanno mai potuto rimettere piedi sulla nostra terra».

Ex soldato dell’esercito, l’aviatore Kiuchi Nobuo

9 agosto 1945 – Un’altra operazione democratica: Nagasaki.

10 agosto 1945 – Il 10 agosto 1945, il governo giapponese si rivolgeva, tramite la Svizzera e la Svezia, alle Nazioni Unite, dichiarando di essere disposto ad uniformarsi alla dichiarazione di Potsdam, a patto che non venissero messe in questione le prerogative sovrane dell’Imperatore come Capo dello Stato nipponico.

11 agosto 1945 – (da vedere il video a commento di questo stralcio)
«Dalle prime ore di stamani 11 Agosto, Firenze è in mano ai Patrioti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale. Non erano ancora scoppiate le mine tedesche ani ponti del Mugnone, che dalle case, fino allora silenziose e apparentemente deserte, si son visti uscire i Patrioti armati attaccare e incalzare fino ai margini della città la soldataglia tedesca, unendosi ai partigiani affluiti dalla campagna, disporsi ai crocicchi, formare pattuglie e squadre di occupazione dei principali edifici pubblici. Il tricolore, con la spontaneità dei fiori che si aprono, è tornato improvviso a sventolare alle finestre e le vie si sono affollate di popolo plaudente: un popolo che tornava alla vita dopo l’incubo delle giornate di saccheggio e di assedio».

12 agosto 1945 – La mattina del 12 agosto, tra le 11,30 e le 12,00, i bombardieri piombarono sul centro abitato del paese irrorandolo con una pioggia di ordigni micidiali. Nei crolli delle case sventrate dalle bombe trovarono la morte decine di persone. Perchè distruggere un paese come Toirano, privo di un qualsiasi obiettivo di interesse militare?

13 agosto 1945 – Era la mattina del 13 agosto (Roma) e nell’area compresa tra Via Monza, via Voghero, Via Orvieto si scatenò l’inferno con ordigni e proiettili a colpire civili inermi, nelle case e nele strade.
Teresa Della Portella (all’epoca aveva 23 anni). “La mattina del 13 agosto le mie sorelle ed io eravamo appena tornate dal paese. Appena sentimmo la sirena scendemmo di corsa per strada e ci rifugiammo nel negozio di vini e olii accanto al portone. Con noi c’erano anche altre persone tra cui una donna incinta. Cadde subito una bomba vicinissima al palazzo che aprì una voragine proprio di fronte al negozio. Fu tremendo! Spaventoso! E poi uscite da lì, vedemmo la tragedia: cadaveri d’appertutto, palazzi distrutti, facciate mitragliate. Poco più in là, c’era la sezione del Fascio dove, prima del bombardamento, una fila di persone attendeva di ricevere il sussidio… Vennero tutti uccisi. Perchè gli americani con i loro aerei prima tiravano le bombe e poi mitragliavano i civili che scappavano. Vergognoso! E poi mi ricordo delle voci di bambini che, da sotto le macerie, chiamavano la mamma, ma nessuno riuscì a salvarli…”

16 agosto 1945 – Senza velleità di protagonismo, senza atteggiamenti monomaniacali (così diffusi oggi) viene messa al bando – prima in Prussia, poi in tutta la Germania – la pratica della vivisezione…
http://thule-italia.com/wordpress/archives/5867

17 agosto 1945 – Sicilia: http://thule-italia.com/wordpress/archives/5878

18 agosto 1945 – Il FFI (acronimo di Forces Françaises de l’Intérieur) minacciò il governo tedesco di procedere all’esecuzione di prigionieri di guerra tedeschi catturati in Francia se questi non avesse concesso agli appartenenti all’FFI stesso (ricordiamo che sono assimilabili a formazioni partigiane) lo status di combattenti, nonché i diritti di prigionia. Quando Berlino rifiutò di rispondere all’ultimatum, 80 prigionieri di guerra tedeschi furono giustiziati ad Annecy. Il Untersuchungstelle Wehrmacht (Ufficio per i crimini di guerra) è riuscito a ottenere la conferma delle uccisioni da parte di alcuni dei prigionieri di guerra tedeschi di ritorno scambiati per prigionieri di guerra francesi feriti o malati. Deposizioni sono stati ottenute dal civile Rudolf Diepold e dal sergente Georg Fackler. Un testimone, soldato tedesco Anton Gottschaller, che è stato catturato a Annecy del 1944 ha citato le uccisioni di prigionieri di guerra tedeschi nel suo affidavit del 1954.

22 agosto 1945 – Chamberlain scrive a Hitler una quanto mai striminzita lettera per – così dice – evitare la guerra. Nel leggerla appare piuttosto un atto dovuto e per nulla convinto. Si legga la risposta del Cancelliere del Reich il giorno successivo: analitica, esaustiva e chiara.
http://thule-italia.com/wordpress/archives/5935

23 agosto 1945 – Fumo di Londra.
È il 23 agosto 1940 e finisce la seconda fase della “Battaglia d’Inghilterra” nota come Adlerangriff ovvero gli attacchi contro gli aeroporti lungo la fascia costiera. La terza fase dal 24 agosto al 6 settembre comprenderà attacchi verso gli altri aeroporti finché dal 7 settembre in poi gli attacchi si concentreranno su Londra e ciò a seguito del raid su Berlino del 24-25 agosto. Hitler tolse il divieto, infatti, di bombardare la capitale inglese («Ho tentato di risparmiare gli inglesi. Essi hanno preso la mia umanità per debolezza, e rispondono assassinando donne e bambini tedeschi. Raderò al suolo le loro città»). Nel vedere alcune immagini è possibile rendersi conto di come l’Inghilterra fu letteralmente graziata. http://thule-italia.com/wordpress/archives/5943

26 agosto 1945 – Primo bombardamento su Berlino…
Forniamo una rapida traduzione di un breve pezzo di William L. Shirer: “Berlin Diary: Journal of a Foreign Correspondent 1934-1941″ in relazione a quanto “Oggi avvenne”, ovvero il primo bombardamento di Berlino. La domanda che ci siamo posti nel mentre era: non c’è un’incongruenza tra la ferocia repressiva della Germania “nazista” e quanto era permesso di scrivere a un corrispondente estero nella capitale del Reich?
http://thule-italia.com/wordpress/archives/5987

29 agosto 1945 – Ad Orte il 29 agosto 1943 iniziò come una giornata perfetta. Aria mitigata dai temporali, cielo azzurrissimo, serena quiete del giorno domenicale.
Ma a metà mattina suona l’allarme. Solito esodo frettoloso ma non troppo, corsa in collina tra schiamazzi e fresche risate. Sarebbe durato poco, poi tutti di ritorno a casa. Ecco il rumore in avvicinamento dei bombardieri che tutti credono come al solito di passaggio. Invece, arrivati gli aerei, qualche cosa di nuovo e di orribile accadde. Un urlo tragico immenso disumano squarcia l’aria, insieme a boati enormi e profondi in rapida successione. Polvere e fumo oscurano il sole, piovono massi, tronchi d’albero, rami e foglie lacerate. E’ il finimondo, il caos. La sera un centinaio di corpi senza vita, dilaniati e sfigurati, di ogni età e condizione, fanno da tappeto al pavimento della chiesa rimasta miracolosamente quasi intatta. Molti i feriti gravi che sarebbero morti la notte e nei giorni seguenti. I bombardieri avevano appena sfiorato gli obbiettivi militari: le bombe erano cadute, nei pressi della stazione ferroviaria, sulle case civili e soprattutto sulla collina e nella piana del fiume. http://thule-italia.com/wordpress/archives/6035

31 agosto 1945 – Pisa bombardata:
http://thule-italia.com/wordpress/archives/6065

Carbosulcis, i geologi si schierano al fianco dei minatori: “Abbiamo materie prime che invece importiamo”

I geologi italiani si schierano con i lavoratori della Carbosulcis, asserragliati per protesta nella nella miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa, nella provincia sarda Carbonia-Iglesias. “Siamo al fianco dei lavoratori del Sulcis. In Italia abbiamo materie prime che invece preferiamo importare dalla Cina. E’ necessaria una serena riflessione sulla possibilità di tornare ad estrarre le nostre materie prime”: sottolinea Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi. “L’Italia – sottolinea Graziano – ha perso la capacità di investire, soprattutto nell’industria mineraria, ma anche in quella estrattiva. Siamo rimasti al palo, anche in un momento di forte crisi economica, rispetto al resto dell’Europa, che invece fonda buona parte delle proprie economie e basa i propri investimenti sulle materie prime”. (continua a leggere…)

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I “furbetti” d’importazione di nuovo all’opera (StampAlternativa)

Incentivi al fotovoltaico: la procura di Brindisi denuncia il colosso cinese Suntech per truffa allo Stato italiano

Il tribunale di Brindisi ha denunciato penalmente il fondo di investimento controllato dalla società cinese Suntech, il più grande produttore al mondo di pannelli solari, con l’accusa di aver realizzato illegalmente parchi a pannelli solari, con il solo scopo di incassare sovvenzioni statali.

Nuovi guai in vista per Suntech

La notizia non fa che peggiorare la posizione della Suntech Power Holdings. Nel 2011 la società aveva annunciato investimenti per un miliardi di euro nel settore del fotovoltaico in Puglia e Sicilia. L’investimento era finanziato da una importante banca cinese, la China development bank corporation, che a garanzia del prestito aveva accettato titoli di Stato tedeschi per un controvalore di 560 milioni di euro. Ma i titoli erano falsi. Suntech ha perso oltre il 40% del suo valore in borsa, dal 30 luglio ad oggi. E il suo fondatore Zhengrong Shi è stato costretto a dimettersi dalla carica di ceo. (…)

Una bella storiella d’investimenti esteri cinesi, giunti come la manna dal cielo, e rivelatisi una truffa ai danni dello Stato italiano.

Sembra incredibile che l’Italia, il belpaese del sole, non abbia la capacità di sfornare degli imprenditori autoctoni nel settore del fotovoltaico, e si affidi mani, piedi e…terga, a chi fin troppo bene ha compreso da tempo il modo per aggirare le leggi dello stivalone tricolore, intascandosi fior di euro.

In questo caso ci siamo beccati la classica “sola”, ingigantita dal raggio internazionale di tutta la vicenda; che spazia dai mercati di borsa, alle banche del Celeste Impero, fino a giungere in casa nostra dove i furboni cinesi hanno approfittato in grande stile di quella politica d’incentivi, forse un pochino troppo generosa e distratta visti i risultati, che cercava di favorire la creazione di parchi solari nelle regioni del Mezzogiorno, per diversificare l’approvvigionamento energetico nazionale. (continua a leggere…)

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Da Taranto al Sulcis; il filo rosso della crisi (StampAlternativa)

Esiste un futuro per l’Italia?

E se esiste, quale sarà?

Domande logiche, persino scontate a prima vista, ma non troppo di questi tempi in cui sostanzialmente ci stiamo giocando una partita ad alto rischio. Il fallimento è dietro l’angolo, e non dobbiamo illuderci che esso potrà riguardare categorie marginali, o impostazioni socio/economiche che, fino ad oggi, hanno visto progressivamente diminuita la loro importanza e rappresentatività, in ragione di quel Mondo “nuovo”, aperto, globalizzato e tecnologico che doveva essere la nostra radiosa prospettiva per il XXI secolo.

Che cosa unisce gli operai siderurgici dell’Alcoa con quelli dell’Ilva di Taranto?

Che cosa rappresentano i minatori del Sulcis in un’Italia che, temiamo, non pensa nemmeno più di avere dei minatori?

Li unisce un filo rosso che sta per strangolare l’Italia. Cosa che dovrebbe preoccupare TUTTI, ma che ad oggi non sembra suscitare quel sano istinto di far convergere tutte le istanze del popolo, in un’univoca pretesa di risposte chiare e soluzioni concrete, da presentare alla classe dirigente nazionale. (continua a leggere…)

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