Quando il gioco si fa duro… (StampAlternativa)

Recupero crediti: cercasi ex galeotti

Annuncio choc di un’agenzia: preferite origini meridionali

MILANO – «Azienda seria e referenziata cerca uomini decisi, di poche parole e prestanza fisica». E fin qui l’annuncio ci potrebbe anche stare. Ma è il seguito ad aver qualcosa di veramente inquietante: «Possibilmente ex culturisti o ex galeotti, per recupero crediti in tutta Italia. Molto apprezzate origini meridionali, calabresi o siciliane. Si offre contratto e lauti compensi. Inviare cv, necessariamente con foto intera. Astenersi Perditempo». Il tutto per un’agenzia di recupero crediti di Pesaro. L’annuncio è apparso sul sito specializzato Subito.it, ripreso da alcuni blog, quindi rimosso. Probabilmente per il riferimento razzista alle origini regionali dei candidati e alla loro fedina penale.

Fonte http://www.corriere.it

Riferimenti RAZZISTI? Ma per carità!

Questa notizia piccola, ma molto significativa, è solo la punta di un iceberg sociale di più vaste dimensioni.

Gli italiani, fino a poco tempo fa, erano bombardati da pubblicità e promozioni di aziende dai nomi fantasiosi, che promettevano “soldi subito”, “facili” e pronti per essere spesi per fa girare quell’economia dei consumi, che presupponeva l’indispensabilità di certi prodotti, e di un certo modo di acquistarli.

Se lo stipendio non bastava, ecco arrivare servizi di prestito agevolato, al di fuori dei canali bancari classici, che garantivano all’italiano medio di potersi permettere la prenotazione di una vacanza, oggettistica tecnologica della più varia, abbonamenti a canali televisivi satellitari, o più semplicemente un piccolo salvagente in un momento di difficoltà, che magari non poteva essere richiesto al proprio istituto di credito, per via di mutui già contratti, o sforamenti nei conti personali o di famiglia.

Tutto è filato abbastanza liscio. Le persone non badavano a quelle clausole sugli interessi, scritte in piccolo, nei contratti di finanziamento, confidando di potercela fare, di uscire velocemente da una situazione ritenuta momentanea, oppure si sentivano “al passo con i tempi” perché affidarsi a delle finanziarie era cosa che “facevano tutti”.

Oggi la musica è cambiata. La crisi economica ha trasformato quei piccoli momenti di difficoltà in veri e propri incubi, e la gente si è trovata a dover affrontare il conto di spese che, forse, potevano anche non essere intraprese.

Il recupero crediti è una vera e propria industria, che offre i propri servigi a quelle aziende di strozzinaggio legalizzato, che sembravano essere così innocue, e che ormai fattura (quando fattura) milioni di euro.

Negli ultimi anni le pubblicità delle finanziarie sono magicamente sparite, e in certi canali del settore economico sono state soppiantate da promozioni offerte dalle agenzie di recupero crediti.

Ascoltando ad esempio Radio24, si contano almeno un paio di spot pubblicitari di “specialisti” nel trattare con i cattivi pagatori.

La concorrenza in questo settore deve essere spietata, quindi ogni valore aggiunto serve per spiazzare gli avversari. Evidentemente rastrellare denaro è comunque un lavoro difficile. Le condizioni storiche in cui viviamo vedono un progressivo avvitamento delle condizioni economiche generali, e l’impoverimento del ceto medio e medio/basso.

Per questo motivo cominciano ad esserci i primi segnali di un limite che si sta superando.

Se le aziende di questo settore, per sanare situazioni di micro insolvenza diffusa, richiedono così platealmente doti particolari ai loro potenziali dipendenti, cui è richiesto il tatto dei picchiatori, vuol dire che nei fatti è già quel che avviene.

La cosa dovrebbe preoccupare per l’implicazione sociale che rappresenta, non per sedicenti connotati “razzisti”, che sono solo fumo negli occhi.

Gabriele Gruppo

(Fonte)

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