Uscire dalla nicchia delle idee prima di tutto (StampAlternativa)

Ferragosto 2012: uscire dall’euro, tornare all’autarchia

Quello di cui vorrei parlare oggi è il ritorno individuale all’autarchia. Che non significa soltanto autoproduzione, autocoltivazione, riciclo: significa proprio il cominciare ad abituarsi a comprare prodotti italiani, preferibilmente di filiera corta.

Non è un invito al trito patriottismo, e neppure il solito incoraggiamento ecologista-chic salviamo la natura. No no: sto pensando ad un’altra consistente motivazione, ovvero la nostra eventuale uscita dall’euro.

Un’attendibile voce di corridoio, del corridoio moquettato di una private bank di alto livello, mi ha detto che potrebbe esserci una sorpresina a Ferragosto. Proprio mentre noi ce ne staremo lì ad affettare le lasagne ed il cocomero sotto la pergola, certi manager rimarranno a presidiare i loro uffici. Si sa già da ora. Per fare cosa? Mistero. (…)

Vi offriamo una nostra riflessione, maturata dopo aver letto questo contributo dal blog “Crisi sistemica e cambio di paradigma”.

Nulla di nuovo per noi trattare certi argomenti; primo fra tutti il ritorno ad un uso più sobrio delle risorse nazionali, e dei sistemi di produzione interni all’Italia.

Dal nostro punto di vista, però, occorre non fermarsi alla pura e semplice “estetica” propositiva, elaborata da nicchie di pensiero iperconsapevoli, ma andare oltre.

Parlare di “autarchia”, di prodotti a chilometro/zero, ecc., è tanto affascinante quanto improduttivo, se ciò non è corroborato da proposte politiche e sociali organiche e comprensibili. Portate in auge da persone serie e coerenti. Poco importa il “colore” della bandiera, giocare alle tifoserie contrapposte non servirà più a nessuno tra breve.

Per prima cosa, non bisogna idealizzare il popolo presso cui andiamo a misurare le nostre idee, serve pragmatismo e lucidità. Di saltimbanchi e buffoni ce ne sono troppi in giro per le piazze dello stivale. (continua a leggere)

Fonte

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2 pensieri su “Uscire dalla nicchia delle idee prima di tutto (StampAlternativa)

  1. Interessante l’articolo. Ma io vedo che la gente continua a vivere come se niente fosse… Fino a che non mancherà il pacco di pasta, l’italiano medio, pensa che va tutto bene? E’ incredibile l’attitudine di far niente, la mancanza di reazione che ha questo popolo. Persino gli spagnoli reagiscono!
    Coincido che la gente spera nel miracolo… Beati loro! IO sono una immigrante che non ha dove sbattere la testa! Sarà per quello che tutta questa situazione mi preoccupa di più???
    Saluti!!!

    • Concordo: la maggior parte degli italiani continuano a nascondere la testa sotto la sabbia come se nulla fosse. Probabilmente si sveglieranno quando non riusciranno a mangiare tre volte al giorno…ma sarà tardi.
      Solo alcuni fra coloro che stanno già vivendo le conseguenze di questa crisi, sono preoccupati

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