Uccise dai partner: è possibile prevenire? I segnali di rischio

Ancora una. Anche ieri una donna è stata uccisa. Il cadavere di Anna Sorrentino, 26 anni, ammazzata nella notte dal marito a Palma Campania, è stato rinvenuto in una pozza di sangue con un paio di forbici di grosse dimensioni conficcato nel petto. Anna, casalinga, era stata ferita in varie parti del corpo anche da forbici di dimensioni più piccole, i cui tagli, però, non le erano stati fatali.

Il marito,  35anni, Giancarlo Giannini, l’ha inseguita in casa e fin fuori il balcone della loro abitazione, in via Municipio al civico 92, dove i carabinieri l’hanno rinvenuta priva di vita. Ad allertare i vicini, che hanno chiamato il 112, le urla della donna. Due figli, di 4 e 6 anni, erano in un’altra stanza. Ora sono stati affidati a uno zio di Anna. Le agenzie parlano di “raptus omicida”, “scaturito da motivi di gelosia e in seguito a un presunto tradimento della donna” .

Dopo, quasi sempre, si dice così: è stato un raptus. Gli omicidi di donne per mano dei partner o degli ex si raccontano spesso come la conseguenza di un momento di follia. Sono oltre 70 dall’inizio dell’anno; la media approssimata per difetto, ormai da anni, è di uno ogni tre giorni. Numeri da emergenza nazionale, eppure nessun politico lancia allarmi sicurezza – come invece succede quando ci si occupa di microcriminalità. (continua a leggere…)

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