Liberali e liberisti italiani “all’armi!” (StampAlternativa)

“Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante”

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai. (…)

Questo manifesto d’intenti, corredato da una decina di proposte per “salvare” l’Italia dallo sfacelo in cui versa, ha come uomo/immagine Oscar Giannino, di cui suggeriamo la lettura di ciò che scrive nel suo blog (www.chicago-blog.it), per chi già non lo conoscesse e non avesse idea del suo pensiero.

I firmatari di quest’appello (vedi sito alla voce “Adesioni”) rappresentano lacreme del liberismo italiano, con solidi collegamenti con il panorama anglosassone di questo pensiero.

L’uscita allo scoperto di “Fermare il Declino” è avvenuta molto sottotraccia, durante lo scorso fine settimana, in un quadro caratterizzato dall’apertura dei giochi olimpici e dalla calura estiva. Fattori che certo mal si conciliano con il raggiungimento di una solida attenzione presso le masse.

Ma siamo poi così sicuri che questi “volenterosi” cercassero maggior visibilità mediatica, rispetto a quella ottenuta? Risultata alla fine circoscritta ad una nicchia di osservatori di politica nazionale e di pochi altri.

Noi riteniamo che sia stato ricercato il momento meno opportuno, non perché sospettiamo esserci stato un “disegno diabolico”, quanto una scelta consapevole degli interlocutori da attirare. (continua a leggere…)

Fonte

E’ un record storico per la disoccupazione: senza lavoro il 10,8%, mai così dal 2004

ROMA (31 luglio 2012) – E’ un record storico per la disoccupazione. E’ questa la nuova fotografia scattata dall’Istat nel mese di giugno: il numero dei senza lavoro nel mese di giugno è salito a 2 milioni 792 mila. Il dato dunque si attesta al 10,8%, si tratta del record storico dal 2004 quando nel gennaio si toccò la stessa cifra, il massimo nelle serie storiche mensili. Lo stesso istituto di ricerca aggiunge inoltre che si tratta del numero più elevato delle serie trimestrali dal 1999. Il dato sulla disoccupazione è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di maggio e di 2,7 punti rispetto al giugno precedente.

Fonte

Quando il gioco si fa duro… (StampAlternativa)

Recupero crediti: cercasi ex galeotti

Annuncio choc di un’agenzia: preferite origini meridionali

MILANO – «Azienda seria e referenziata cerca uomini decisi, di poche parole e prestanza fisica». E fin qui l’annuncio ci potrebbe anche stare. Ma è il seguito ad aver qualcosa di veramente inquietante: «Possibilmente ex culturisti o ex galeotti, per recupero crediti in tutta Italia. Molto apprezzate origini meridionali, calabresi o siciliane. Si offre contratto e lauti compensi. Inviare cv, necessariamente con foto intera. Astenersi Perditempo». Il tutto per un’agenzia di recupero crediti di Pesaro. L’annuncio è apparso sul sito specializzato Subito.it, ripreso da alcuni blog, quindi rimosso. Probabilmente per il riferimento razzista alle origini regionali dei candidati e alla loro fedina penale.

Fonte http://www.corriere.it

Riferimenti RAZZISTI? Ma per carità!

Questa notizia piccola, ma molto significativa, è solo la punta di un iceberg sociale di più vaste dimensioni.

Gli italiani, fino a poco tempo fa, erano bombardati da pubblicità e promozioni di aziende dai nomi fantasiosi, che promettevano “soldi subito”, “facili” e pronti per essere spesi per fa girare quell’economia dei consumi, che presupponeva l’indispensabilità di certi prodotti, e di un certo modo di acquistarli.

Se lo stipendio non bastava, ecco arrivare servizi di prestito agevolato, al di fuori dei canali bancari classici, che garantivano all’italiano medio di potersi permettere la prenotazione di una vacanza, oggettistica tecnologica della più varia, abbonamenti a canali televisivi satellitari, o più semplicemente un piccolo salvagente in un momento di difficoltà, che magari non poteva essere richiesto al proprio istituto di credito, per via di mutui già contratti, o sforamenti nei conti personali o di famiglia.

Tutto è filato abbastanza liscio. Le persone non badavano a quelle clausole sugli interessi, scritte in piccolo, nei contratti di finanziamento, confidando di potercela fare, di uscire velocemente da una situazione ritenuta momentanea, oppure si sentivano “al passo con i tempi” perché affidarsi a delle finanziarie era cosa che “facevano tutti”.

Oggi la musica è cambiata. La crisi economica ha trasformato quei piccoli momenti di difficoltà in veri e propri incubi, e la gente si è trovata a dover affrontare il conto di spese che, forse, potevano anche non essere intraprese.

Il recupero crediti è una vera e propria industria, che offre i propri servigi a quelle aziende di strozzinaggio legalizzato, che sembravano essere così innocue, e che ormai fattura (quando fattura) milioni di euro.

Negli ultimi anni le pubblicità delle finanziarie sono magicamente sparite, e in certi canali del settore economico sono state soppiantate da promozioni offerte dalle agenzie di recupero crediti.

Ascoltando ad esempio Radio24, si contano almeno un paio di spot pubblicitari di “specialisti” nel trattare con i cattivi pagatori.

La concorrenza in questo settore deve essere spietata, quindi ogni valore aggiunto serve per spiazzare gli avversari. Evidentemente rastrellare denaro è comunque un lavoro difficile. Le condizioni storiche in cui viviamo vedono un progressivo avvitamento delle condizioni economiche generali, e l’impoverimento del ceto medio e medio/basso.

Per questo motivo cominciano ad esserci i primi segnali di un limite che si sta superando.

Se le aziende di questo settore, per sanare situazioni di micro insolvenza diffusa, richiedono così platealmente doti particolari ai loro potenziali dipendenti, cui è richiesto il tatto dei picchiatori, vuol dire che nei fatti è già quel che avviene.

La cosa dovrebbe preoccupare per l’implicazione sociale che rappresenta, non per sedicenti connotati “razzisti”, che sono solo fumo negli occhi.

Gabriele Gruppo

(Fonte)

29_07_12

Il destino mescola le carte e noi giochiamo.

Arthur Schopenhauer

San Fruttuoso di Camogli

Tra il Golfo Paradiso e il Tigullio, tra Camogli e Portofino, si trova San Fruttuoso. Questa località, con le sue poche costruzioni, è un concentrato di meraviglie artistiche e storiche, incastonate,  a loro volta, ai piedi di un dirupo del Monte di Portofino e adagiate su una insenatura incontaminata chiamata, appunto, Baia di San Fruttuoso di Capodimonte: il luogo è infatti raggiungibile solamente via mare (privatamente o tramite battelli provenienti dalle cittadine limitrofe e da Genova) o tramite un ripido sentiero pedonale (da Portofino Vetta o da Portofino Mare, in entrambi i casi in circa 90 minuti) e, inoltre, fa parte del Parco terrestre e marino di Portofino.
Questo piccolo borgo di pescatori è stato teatro di episodi storici legati al mare come la sconfitta della flotta genovese da parte dei Veneziani intorno al 1400 e verso la metà dell’800 dell’incendio e del conseguente naufragio della nave inglese carica di soldati piemontesi diretti in Crimea che ha visto l’eroico tentativo della popolana Maria Avegno di soccorrere i marinai, circostanza in cui ella ha perso la vita ma che le è valso il privilegio di essere tumulata all’interno dell’Abbazia insieme ai nobili Doria. (continua a leggere…)

Fonte