Il pane quotidiano (StampAlternativa)

Terremoto, il fornaio che fa il pane e distribuisce ciambelle mentre la terra trema

Franco Montanari, fornaio di San Possidonio, in provincia di Modena, non si ferma quando il sismografo registra picchi d’energia. Lui si affida semplicemente al Signore per dare fiducia alla gente.

Dolore, paura, morte, feriti, migliaia di senzatetto e le scosse che continuano. Il terremoto ha sconvolto non poco un’Italia alle prese con la crisi economica ed occupazionale. E poi ci sono le storie di piccoli, grandi eroi. Come quella di Franco Montanari, fornaio di San Possidonio in provincia di Modena. Subito dopo la scossa più forte, nel paese deserto, la luce nella sua bottega è accesa. Franco continua a sfornare il pane e prepara anche le ciambelle. “E’ i momenti come questi – dice con naturalezza – che bisogna fare più ciambelle del solito. Cerco di dare un po’ di fiducia alla gente. Non so se è da incoscienti, potrebbe crollare tutto addosso, ma se il Signore crede, mi darà una mano ad aiutare questa gente”. Subito dopo il terremoto il Signor Franco ha distribuito chili e chili di pane, gratis a tutti. “Ho seguito semplicemente – ammette candidamente – quello che mi diceva mio padre: dà via a due mani e prendi con una. E non sarai mai senza”

Fonte: Unmondoditaliani.com

Nell’era della frenesia, del nervosismo, dell’individualismo sfrenato e dell’indifferenza, talvolta, malauguratamente, arriva la forza distruttrice di Madre Natura, e ferma tutto, improvvisamente. Arriva e ci rammenta quanto siamo vulnerabili e quanto rispetto meriterebbe il pianeta che ci ospita.

E’ qualcosa di mostruosamente forte, che l’Uomo non può contenere, ma che può affrontare, con dignità.

E’ con le lacrime agli occhi che leggo l’articolo di cui sopra. Perché con l’impeto di uno schiaffo ci ricorda cosa significhi l’essere generosi e umili. Il sapere di poter contare su qualcuno che condivide con te l’appartenenza alla tua terra natia. Il rimettersi in piedi per portare l’esempio, e trasmettere un po’ di forza e coraggio a chi ha perso tutto.

Riporta improvvisamente ai giorni nostri un mondo fatto di piccole cose, di umanità. Un mondo improntato sul concetto di comunità.

Comunità: questa sconosciuta. Peccato che servano eventi  terrificanti per risvegliare questo concetto, che dovrebbe invece essere alla base della vita quotidiana di ognuno di noi.

“E’ in momenti come questi – dice con naturalezza – che bisogna fare più ciambelle del solito.”

Facciamo sì che ogni giorno meriti di fare tante ciambelle, senza aspettare che la Natura ci metta in ginocchio. Stringiamoci gli uni agli altri per vivere meglio, per costruire il futuro nostro e dei nostri discendenti. Facciamo quadrato contro chi specula sulla nostra pelle, con speculazioni varie e manie di grandezza.

Stefania Lodesani

Fonte

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