La Spagna in crisi cerca soluzioni (StampAntagonista)

Spagnoli scatenati su Twitter, chiedono di “fare come l’Islanda”

Governo si prepara a iniettare 7-10 miliardi di soldi pubblici nelle casse di Bankia. I cittadini non ci stanno: chiedono manifestazione il 12 maggio per una “democrazia vera”. “Budget per istruzione e salute quest’anno e’ di 5 miliardi: il salvataggio di Bankia costera’ il doppio”.

New York – Spagnoli scatenati su Twitter, chiedono a gran voce di “fare come l’Islanda”, facendo riferimento alla ribellione del popolo della piccola isola contro i piani di salvataggio delle banche. Un movimento che ha spinto alle dimissioni di banchieri e governo. A innescare la rivolta online sono le voci di una nazionalizzazione molto costosa per i contribuenti dell’istituto di credito Bankia, che sarebbe stata fissata per l’11 maggio.

Eseguendo una semplice ricerca con l’hashtag (il codice di riferimeto per argomento) “#hagamoscomoislandia”, si trovano commenti che esoratno alla rivoluzione, come “non un euro per le banche, sottoponiamo a giudizio i perpetratori della crisi e facciamo scrivere ai cittadini una nuova costituzione”. Tutti e tre risultati che gli islandesi hanno ottenuto in modo pacifico.

C’e’ anche chi chiede una manifestazione nazionale di protesta il 12 maggio, per chiedere la nascita di “una democrazia vera”. Altri osservano che il budget per istruzione e salute quest’anno e’ di 5 miliardi, mentre da solo il salvataggio di Bankia costera’ il doppio. (…)

D’accordo sulle motivazioni, dubbiosi sulla proposta. Così ci trova questa notizia di oggi dal fronte della crisi economica europea, che giunge dalla Spagna via Wall Street.

Che i governi europei (e non solo loro) siano molto sensibili al salvataggio delsistema bancario, si evince da tutta quella mole di denaro pubblico che, in questi anni difficili, è stato immesso nelle casse degli istituti di credito per salvarli dalle diverse bolle speculative, in Spagna dalla bolla immobiliare, che hanno compromesso la stabilità economica delle principali nazioni del Vecchio Continente, e ci hanno portati fin dove siamo oggi.

Non ci stupisce quindi che l’Esecutivo spagnolo conservatore di Mariano Rajoy, con una mancanza di tatto spaventosa, abbia preso a cuore le sorti dell’ennesima banca iberica “troppo grande per fallire”, e che deve essere ASSOLUTAMENTE salvata con una bella nazionalizzazione. Fittizia ovviamente, perché il denaro pubblico servirà a ripienare le perdite provocate da managerstrapagati, ma gli interessi privati manterranno, in nome del libero mercato, la loro indipendenza. Intanto è il popolo che deve SEMPRE fare “sacrifici” in questa crisi, che deve lavorare fino a ottant’anni, che deve rinunciare ai servizi garantiti dallo Stato sociale di tradizione europea. Certo!

Ben conosciamo la solfa; il popolo paga i danni del liberismo selvaggio, e delle sue droghe finanziarie. (Continua a leggere…)

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