Ecco perchè l’Ucraina non piace più all’Europa (StampAntagonista)

Mosca si è ‘ripresa’ l’Ucraina e l’Occidente è restato a guardare

L’Ucraina è un paese molto grande e variegato con fortissime contraddizioni al proprio interno. Per comprendere l’Ucraina d’oggi e capire qual è il suo corso politico, bisognerebbe partire dall’anno 2004. Gli ultimi otto anni di vita politica sono stati infatti estremamente burrascosi. Dopo una decennale stagnazione politica e sociale seguita all’implosione dell’impero sovietico, è arrivata la rivoluzione arancione del 2004, che è stata un’esatta replica di quella georgiana dell’anno prima, conosciuta come la Rivoluzione delle Rose.

La nuova generazione dei politici ucraini volle, e riuscì, a replicare il successo georgiano del 2003, durante la quale, Saakashvili e i suoi sostenitori politici riuscirono a far dimettere il vecchio e corotto Edward Shevardnadze, senza spargimenti di sangue, sostituendo così l’intera classe dirigente del paese, con dei volti completamente nuovi. Uno dei principali artefici della rivoluzione arancione, infattim fu l’ormai ex-presidente ucraino Victor Yushenko (in tandem assieme a Yulia Timoshenko), amico d’infanzia e compagno di università di Makhail Saakashvili. (…)

In questi ultimi tempi si parla di Ucraina per due motivi principali:

Il processo all’ex potentissima “pasionaria” della sedicente rivoluzione arancione; Yulia Timoshenko. Accusata non certo ingiustamente di aver lucrato parecchio durante la sua permanenza nelle stanze del potere a Kiev.

Per l’opera di bonifica dai cani randagi che (a quanto pare) infestano le strade di Kiev, e che rischiano, con la loro pulciosa presenza, di far fare brutta figura all’Ucraina, impegnata nei preparativi per ospitare i campionati europei di calcio, in gemellaggio con la Polonia.

Sembra a tratti stravagante fare un parallelismo come questo, tuttavia è da mesi che la questione “cani” e la questione Timoshenko sono accorpate in una sola critica che alcuni Stati europei (tra cui l’Italia), attraverso i loro media, fanno nei riguardi dell’Ucraina. I cui governanti sembrano essere rei di violazione di ogni tipo di diritti universali, umani e animali.

Ci siamo occupati sovente negli anni di questa nazione cruciale, stretta tra la Russia e l’Europa, per tutto l’arco di quella che fu la parabola, a tratti paradossale, che vide in Ucraina l’affermazione nel 2004 di un gruppo politico filo-occidentale, che a furor di piazza decise che per il grande (e fragile) Stato slavo era tempo di sperimentare una nuova ricollocazione strategica, orientandosi verso Occidente. (continua a leggere…)

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