Nel nome di Savonarola (forse) (StampAntagonista)

«Grillo come Savonarola? Ne ha di strada da fare»

All’Alfonso Signorini show, il sindaco di Firenze, tira una stoccata al leader dei Grillini. Mentre l’ex tesoriere dei Ds bacchetta lui

«Prima che Beppe Grillo diventi Savonarola, ne ha di strada da fare. Savonarola viveva con una sobrietà che credo non appartenga al prode Beppe Grillo». Così, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, tira l’ennesima stoccata al leader dei Grillini. Lo fa all’Alfonso Signorini Show, il programma di Radio Monte Carlo condotto da Alfonso Signorini, Luisella Berrino, Caterina Balivo e Aristide “Mummi” Malnati.

Chiacchierando del suo nuovo libro “Stil Novo, La rivoluzione della bellezza tra Dante e twitter”, Renzi ha risposto alla domanda di Signorini «Il Savonarola di oggi chi potrebbe essere?» «Il Savonarola di oggi è difficile da trovare intanto perché, essendo finito bruciato il povero Savonarola, non sarebbe molto elegante provare a immaginarlo. Comunque Savonarola combatteva contro la casta del tempo». Signorini: «Potrebbe essere Beppe Grillo?» Renzi: «Ora, prima che Beppe Grillo diventi Savonarola ce ne ha di strada da fare. Savonarola viveva con una sobrietà che credo non appartenga al prode Beppe Grillo. Diciamo che Savonarola credeva molto nel popolo, tanto da costruire il famoso salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, salvo poi che il popolo gli si rivoltò contro. Diciamo che non vedo persone dello spessore morale del Savonarola». (…)

Una volta si sarebbe detto che “il più pulito ci ha la rogna”, ma in un presente come questo è veramente difficile capire cosa ci sia sotto certi sepolcri imbiancati.

Mentre i maggiorenni della politica nazionale vanno a braccetto, sostenendo con riserva il governicchio dei Prof., i minorenni (o minorati) dietro di loro scalpitano e sgomitano per aggiudicarsi la coccarda del più rappresentativo tra i celopuristi del progressismo italico.

Dipietristi, rottamatori fiorentini, grilli e grillini…un vero repertorio zoologico senza precedenti.

Chi è più populista di chi, chi è più Savonarola di chi, e vai con la grancassa delle banalità e degli sgambetti mediatici.

Roberto Saviano e (Super) Gino Strada non si sono ancora fatti vivi nel caravanserraglio del panorama politico nazionale. Strano, o aspettano l’anno prossimo per dire la loro sulle elezioni politiche nazionali, o sono ancora alle prese nella costruzione dei loro monumenti personali.

Assenti a parte, non è che qui manchino i fenomeni da baraccone. (continua a leggere…)

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