Gli Stati Uniti e le fragili sicurezze asiatiche (StampAntagonista)

Gli Stati Uniti e le fragili sicurezze asiatiche

Chi è Jim Yong Kim
È il candidato scelto da Barack Obama per la presidenza della Banca Mondiale, è nato a Seul ed è uno dei più grandi esperti nella lotta contro AIDS e tubercolosi
Barack Obama ha scelto il 52enne Jim Yong Kim come candidato alla guida della Banca Mondiale. Kim è un medico americano di origini sudcoreane ed è il 17esimo presidente del Dartmouth College, la più piccola università della cosiddetta “Ivy League”, ossia la cerchia delle otto più prestigiose ed elitarie università private statunitensi. Kim, nato a Seul l’8 dicembre 1959 e trasferitosi negli Stati Uniti a 5 anni, è il primo americano di origine asiatica che guida un college così prestigioso ed è una figura molto importante nel campo della sanità mondiale. Kim è riconosciuto in tutto il mondo per il suo impegno per lo sviluppo e la lotta alla diffusione di gravi malattie come AIDS e tubercolosi. Kim succederebbe così a Robert Zoellick, che ha annunciato lo scorso febbraio le sue dimissioni che avranno luogo il prossimo giugno. (…)

Continua a scendere la manifattura cinese e l’occupazione
I dati Hsbc segnalano un nuovo rallentamento del settore per marzo: pesano la crisi globale ma soprattutto la mancanza di un vero mercato interno. Anche l’occupazione continua la propria fase recessiva.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La crescita economica della Cina continua a rallentare, complice la crisi globale ma soprattutto l’inerzia del governo nel creare un vero mercato interno. A marzo l’indice sui responsabili degli approvvigionamenti delle aziende cinesi (Pmi) ha subito una contrazione a 48,1 punti, finendo ai minimi da 4 mesi dopo i 49,6 punti segnati a febbraio.

Lo riporta Markit Economics, che conduce l’indagine preliminare sui dati di marzo assieme alla banca anglo-asiatica Hsbc. Come in altre indagini simili, i 50 punti solo la soglia di demarcazione tra crescita e recessione dell’attività delle imprese: quello di oggi è il quarto calo consecutivo del valore. I dati confermano l’aspettativa cinese per il Pil del 2012, che il governo ha fissato al 7,5 %: l’obiettivo più basso dal 2004. (…)

Se è vero, com’è vero, che l’economia mondiale dipende ormai dalla stabilità delle grandi piattaforme asiatiche, ecco allora che anche da quelle zone non giungono segnali rassicuranti.
La mossa americana di proporre ai vertici della Banca Mondiale un coreano naturalizzato statunitense, con un notevole appeal terzomondista, non sembra giungere per caso.
La Casa Bianca è consapevole della necessità, per il suo destino futuro, di orientare sempre di più la propria strategia globale verso le aree maggiormente dinamiche da un punto di vista economico, da cui dipendono le prospettive di crescita non solamente statunitensi, ma di tutti quegli attori internazionali, politici ed economici, che possono trovare una sponda solida nell’ex super potenza, non più unilaterale come un tempo, sempre più desiderosa di porre al servizio dei nuovi attori emergenti il proprio blasone e quel che resta della sua influenza. (continua a leggere…)

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