Davos 2012 (focus n.3): tanto per chiudere in “bellezza” (StampAlternativa)

«La Grecia? Fuori dall’euro entro l’anno»
Davos – Dopo la Grecia toccherà al Portogallo e Atene uscirà dall’euro entro l’anno, seguita di lì a breve da Lisbona. Da Davos arrivano previsioni fosche per l’Eurozona, considerata il principale rischio per l’economia mondiale non solo da economisti notoriamente pessimisti come Nouriel Roubini, diventato celebre per aver predetto la crisi dei subprimes, ma anche da altri accademici e leader politici. (…)

Cala il sipario su Davos, che da domani tornerà ad essere solamente una località montana di rilievo turistico. Le centinaia di persone radunatesi per questo forum economico rientreranno nelle loro nazioni, tenendo le stesse posizioni di partenza ben strette nelle loro mani.
Fin da principio nessuno credeva che si potessero sciogliere all’ombra delle Alpi tutte le criticità concentratesi nell’ultimo anno, che sono null’altro che la maturazione di una crisi strutturale dell’Occidente, che sta duramente provando l’Europa ed i cui effetti nefasti ci accompagnerà per decenni.
Forse il silenzio mediatico cui assistiamo, e che sta caratterizzando le ultime ore di questo super vertice politico/economico invernale, è la prova più eloquente di quanto la situazione sia grave e ben lungi dall’essere risolta. (continua a leggere…)

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Davos 2012 (focus n.2): il sale inglese (StampAntagonista)

WEF, Svezia paese più competitivo. Cameron: più audacia per l’Europa

Ieri è stata la volta del leader britannico David Cameron a Davos, la località sciistica svizzera dove è in corso il World Economic Forum 2012.

Cameron ha difeso l’operato del suo governo, sottolineando che le misure prese hanno permesso all’Inghilterra di affrontare la crisi. E’ necessario tener conto del fatto che il discorso di David Cameron arriva il giorno successivo alla pubblicazione ufficiale delle stime secondo le quali l’economia britannica ha subito una contrazione dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2011. Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre abbassato le sue previsioni per il 2012 sulla crescita britannica proprio all’inizio della settimana. (…)

Cameron a tutto campo scivola sulle nevi di Davos con il piglio dell’atlantista consumato, e del fautore del terziario avanzato.
Araldo della finanza della City londinese, che vede la “Tobin Tax” come una vera iattura, rafforza la posizione di Londra nelle sue critiche alla gestione della crisi nell’area euro, dando stoccate di fioretto alla Germania.
In completa dissonanza con il suo vice Clegg, il cui partito Liberal Democratico sembra essere in caduta libera nei sondaggi, Cameron rilancia l’euroscetticismo dei vecchi tempi, nel tentativo di rafforzare il ruolo di Downing Street proprio in seno all’Europa, forse per rilanciare le antiche velleità del padrone americano.
Mentre il dirigismo tedesco vorrebbe imbrigliare l’esuberanza della finanza speculativa, e trovare nuovi canali d’approvvigionamento per il fondo salva/Stati (ESM) che non siano direttamente collegabili alle finanze di Berlino, Cameron auspica un incremento del liberismo su scala continentale, poggiante su commercio e finanza. La cecità del Primo Ministro sta nel non comprendere che le maggiori economie dell’area euro (Francia, Germania e Italia) hanno le loro fondamenta nel settore manifatturiero, già fortemente provato dalle delocalizzazioni dell’ultimo decennio, e dalle ricadute sul tessuto occupazionale della crisi. (continua a leggere…)

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I primi vagiti democratici (…ancora su Foibe e dintorni)

Altro che foibe: Thule vuole esaltare il 3° Reich  [ dalla “Voce di Mantova” del 31 gennaio c.a. ]
Signor Direttore, ai nostri giorni le cose cambiano nome rapidamente e quindi ci asteniamo dall’usare il termine estrema destra che “sembra” desueto e che potrebbe offendere la sensibilità di neo-fascisti, neo-pagani e neo-nazisti chiamati in causa da questo breve testo.  (…)

La nostra risposta.

I primi vagiti democratici

Non ha fatto in tempo a nascere – o forse è nato giusto in tempo (!) – che il Comitato Mantova antifascista e antirazzista sorto nel “lontano” 25 gennaio c.a. ha emesso i suoi primi vagiti democratici dalle colonne della “Voce di Mantova” di oggi, 31 gennaio 2011.
Dopo una frettolosa visita ai nostri portali ha sentenziato che è giusto non darci la sala, che è giusto negarci il patrocinio, che siamo impresentabili perché «tra le pieghe di una giornata istituzionale, vuole [Thule] evocare i “fasti” del Reich».
Quanta superficialità abbinata a una fallace dote di preveggenza per generare quella confusione condizione necessaria e sufficiente affinché si raggiunga lo scopo prefissato.
Ma oltre a quella che può essere la situazione contingente che ha fatto sì che un’Associazione operante da sei anni senza aver dato adito ad alcun problema né di ordine pubblico né di aver operato in contrasto con le leggi vigenti assurgesse agli “onori” della cronaca, è nostro dovere far presente alcuni aspetti che nella fretta di dire la propria sono sfuggiti. (continua a leggere…)

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Davos 2012 (focus n.1): lo scalciare di un morente

Davos parte nel pessimismo

Prima ancora di mettersi in viaggio, 345 “world leaders” del business, dei Governi, delle organizzazioni internazionali e dell’accademia, hanno voluto lasciare una parola di speranza: la maggioranza di loro si attende «una grave rottura geopolitica nei prossimi 12 mesi». Una guerra o una grande rivoluzione da qualche parte del mondo, si sommerà alla crisi del debito, dell’euro, dell’occupazione, delle banche, alla recessione che tutti si aspettano nel 2012. Giusto per introdurre il clima nel quale si apre oggi la quarantaduesima edizione del World Economic Forum (chiuderà il 29). Il titolo di quest’anno è volutamente neutrale: «La Grande Trasformazione: immaginare muovi modelli». L’assemblea generale informale della globalizzazione, qui a Davos, ha sempre dato il meglio di sé in tempi di crescita, riuscendo negli altri a trasmettere comunque un po’ di fiducia. Mai, un Forum si era svolto in una simile incertezza per il capitalismo e il mercato: i capisaldi del sistema globale che vuole celebrare. (…)

l forum economico che s’è aperto ieri, nell’amena località svizzera di Davos, sembra essere un letto d’ospedale, intorno a cui si affollano (visti i numeri) tanti medici e infermieri, parenti del malato e anche semplici curiosi.

Nella crisi che caratterizza questo inizio secolo, il “grande malato” sembra essere tuttavia solo l’Europa; la sua economia, le sue strutture, la sua stessa identità. Il Vecchio Continente non gode di buona salute, questo risulta evidente, e le diagnosi si sprecano come noccioline. Il magnate della finanza, nonché pelosissimo filantropo, George Soros è già intervenuto, spronando gli esponenti politici dell’area euro a fare di più per potenziare la capacità d’intervento della BCE, che dovrebbe diventare prestatore di ultima istanza su modello della Fed americana, e sfornare i tanto famosi “eurobond”. Temi già sentiti, proposte che non piacciono alla Germania, che teme di dover diventare il portafogli della BCE, ma che sembrano in linea con coloro che vogliono una Berlino più “aperta” e “solidale” con i partners in affanno. Il Cancelliere Merkel ha già risposto “Nein!” altre volte in un recente passato, e non intende certo capitolare nemmeno in quest’occasione, statene pur certi.
Sostanzialmente a Davos si sta ripetendo in versione concentrata quel canovaccio di scontri, diatribe e prese di posizione, che spalmatesi nell’arco degli ultimi due anni. L’Europa, durante questi vertici ipertrofici, è ormai abitualmente in primo piano nelle valutazioni di recessione, e di rischio continentale. (continua a leggere…)

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Dalle Foibe alla sceneggiata con tanto di tarantella

« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. »
(legge 30 marzo 2004 n. 92)

Questo è una Legge dello Stato italiano, con validità per tutto il territorio. Sino a prova contraria.

Noi, Thule, siamo la prova contraria come dimostrano gli ultimi accadimenti intorno ad un evento organizzato dalla nostra associazione. Non abbiamo chiesto favori, quindi non era nostra intenzione essere “favoriti da parte di enti e istituzioni”: la sala sarebbe stata regolarmente pagata, come stavamo per fare prima di questa sceneggiata. Abbiamo scoperto – o avuto conferma? – che “studi, convegni, incontri e dibattiti” possono essere svolti solo da chi ha un particolare lasciapassare concesso arbitrariamente da uno Stato per cui l’articolo 18 della Costitituzione è soggetto a libera interpretazione. (continua a leggere… http://thule-italia.com/wordpress/archives/3905)

Fonte: http://thule-italia.com/wordpress/