Le statue di due guerrieri maya

Ritrovate le statue di due guerrieri maya prigionieri, nel sito archeologico di Tonina, in Messico.

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Pranzo di lusso: sette euro

Risotto con rombo: 3,34 euro. Carpaccio di filetto: 2,76. Dolce: 1,74. Il tutto di servito da camerieri in livrea. E’ il ristorante del Senato. Terza puntata delle confessioni all’Espresso del parlamentare Carlo Monai: dove non ci parla solo di cibo ma anche di mutui superagevolati, di terme e di massaggi shiatsu a spese del contribuente (…)

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Maiali buoni, contro maiali cattivi (Contro InFormazione)

Coldiretti porta i maiali in Borsa contro la speculazione

Mattinata di protesta a Milano a Piazza Affari, sede della Borsa Italiana, dove quasi un migliaio di allevatori della Coldiretti, provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Friuli ha portato maiali e prodotti tipici del Made in Italy, tra cui pane e salumi, per protestare contro la speculazione finanziaria, che “sta uccidendo” l’economia reale.

L’impennata di oro, materie prime e mangimi, spiega Coldiretti, ha fatto crescere in maniera esponenziale i costi per l’alimentazione degli animali e messo in ginocchio migliaia di allevamenti e la salumeria made in Italy. Aprendo i lavori, Eugenio Torchio, direttore regionale di Coldiretti Lombardia, ha puntato il dito “contro la speculazione” dei prodotti agricoli, dicendo “stop a una finanza senza regole”, poiché “occorre responsabilità e trasparenza”. (…)

E’ una questione di suini, animale quanto mai in voga di questi tempi.

Da un lato i simpatici (e appetitosi) maialini della Coldiretti, fatti sfilare nel tempio italico della finanza, Piazza Affari. Dall’altro il lercio porco George Soros, che sparge flatulenti dichiarazioni sulla presunta volontà di seguire “solo” gli affari di famiglia.

Uno confronto che a parer nostro risulta opportuno.

L’economia reale, quella da cui la comunità nazionale dovrebbe trarre beneficio, rischia d’essere trascinata a breve verso un baratro pericoloso. Chi, infatti, sta “giocando” con titoli, monete e fondi è reo di portare alla rovina quel che “gioco” non è e non lo sarà mai.

La gente come Soros, o come gli uomini grigi che dirigono banche, assicurazioni e agenzie di rating, hanno avuto fin troppo gioco facile nell’ottenere dai governi una vera e propria impunità, a discapito di chi vive del proprio lavoro e si trova a dover pagare per le scommesse azzardate, o i plateali fallimenti, di chi “gioca” nel mondo virtuale della finanza.

Se nella vita schierarsi è un sinonimo di carattere schietto, noi continueremo a schierarci in favore dei “maiali buoni”, quelli che dovranno trovare nella politica uno scudo che li difende da chi vede il mondo e i popoli come un mero strumento per arricchirsi. (…)

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R101, campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali

“Se per andare in vacanza abbandoni un animale, preferiamo che non ci ascolti più. A R101 non vogliamo avere a che fare con gente come te”. Questo è il cuore della nuova campagna di sensibilizzazione di R101, in onda fino al 6 agosto, contro l’abbandono degli animali, (…)

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Triste foto di gruppo (Contro InFormazione)

Afghanistan: ucciso militare italiano

ROMA – Un parà morto e altri due feriti, di cui uno in fin di vita: a meno di una settimana dall’attacco in cui è rimasto ucciso il geniere Roberto Marchini, l’Italia paga l’ennesimo tributo alla guerra in Afghanistan. Stavolta però non è stato un ordigno artigianale, i micidiali Ied che infestano le strade dell’Afghanistan, ad uccidere il primo caporal maggiore David Tobini: il parà di 28 anni in forza al 183esimo reggimento ‘Nembo’ di Pistoia – uno dei reparti d’elite dell’Esercito – è morto al termine di una lunga battaglia che si è combattuta casa per casa a Khame Mullawi, villaggio nei pressi di Bala Murghab. La zona è tristemente famosa per i nostri militari: nello sperduto avamposto a 170 km ad ovest di Herat, feudo di talebani e trafficanti di droga, dove le forze della coalizione sono asserragliate in una struttura che era appartenuta all’Armata Rossa chiamata ‘Fort Apache’, sono già caduti tre militari: gli alpini Massimiliano Ramadù, Sergio Pascazio e Luca Sanna. Nella battaglia costata la vita a Tobini sono rimasti feriti anche altri due militari: il caporal maggiore scelto Simone D’Orazio – alla terza missione all’estero dopo Sudan e Libano – e il caporale Francesco Arena. Quest’ultimo ha riportato ferite lievi ad un braccio mentre D’Orazio è in fin di vita: colpito all’addome, il paracadutista è stato operato nell’ospedale americano di Kandahar dove gli è stata asportata la milza. L’attacco è avvenuto alle 4.15 di mattina: i militari italiani assieme a quelli afghani avevano appena concluso un’ operazione congiunta di perlustrazione e rastrellamento in uno dei tanti villaggi della valle. Intervento che, ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, si era concluso “positivamente” visto che i paracadutisti avevano trovato gli ordigni e il materiale esplosivo la cui presenza era stata segnalata dall’intelligence. All’uscita del villaggio è scattato l’assalto dei talebani, che hanno fatto fuoco sui militari italiani uccidendo il caporal maggiore Tobini e ferendo D’Orazio. A quel punto i paracadutisti hanno cercato riparo in alcune abitazioni, per mettere al sicuro i feriti, ma sono stati nuovamente presi di mira dagli insorti posizionati in altre case che non erano state controllate.  (…)

fonte http://www.ansa.it

Quanto dovrà essere folta questa “foto di gruppo”, prima che la classe dirigente italiana capisca che in Afghanistan non ci vogliono?

O che il senso della missione ISAF (da noi mai condiviso) s’è sfibrato in una guerra di posizione lunga dieci anni?

La retorica dei ministrucoli berlusconiani, così pedante, dovrebbe essere zittita per un minimo senso di pudore e vergogna.

Gli sciacalli mediatici hanno poi mostrato di nuovo che il “sangue già visto” non è più sfruttabile, come lo era invece fino a qualche anno fa.

Un soldato italiano morto in Afghanistan non vale più lo sforzo delle prime pagine…e qui ci fermiamo.

Gabriele Gruppo

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