Atene, scontri su piano austerity

 

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1014126/atene-scontri-su-piano-austerity.shtml

 

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La TAV e il nodo Val Susa (Contro InFormazione)

Così sta partendo il cantiere della Tav, dopo gli scontri e i lacrimogeni

CHIOMONTE (Torino) – Dopo le barricate, gli scontri e i lacrimogeni, utilizzati in grande abbondanza, nel tardo pomeriggio, sulla strada che conduce al presidio Clarea di Chiomonte, fra le coltivazioni a vite dell’Avana (o vino del ghiaccio), del movimento no Tav non restano che i segni della lotta.

Centinaia di carabinieri e forze di polizia da ore presidiano l’area, che è stata immediatamente recintata e dove sono si sta montando la base, che resterà operativa 24 ore su 24, a garanzia di chi lavora. Gli operai della Italcoge e della Martina (le due aziende valsusine, incaricate da Ltf di recintare e realizzare le opere di accesso al cantiere) lavorano a pieno ritmo per creare lo svincolo che, dall’autostrada del Frejus scenderà direttamente all’area di scavo del cunicolo esplorativo della Maddalena. Per realizzare la galleria serviranno 36 mesi.

Le barriere antirumore sono già state rimosse e le ruspe iniziano a sbancare e spianare la strada. L’A22, interrotta da questa mattina fra Avigliana ovest e Bardonecchia, proprio per permettere lo svolgimento delle opere, sarà riaperta forse già in nottata. Dopo giorni di attesa, allarmi ripetuti e smentite, la prima opera della Torino-Lione sul versante italiano sta, dunque, prendendo il via. Come aveva richiesto l’Unione europea, entro il 30 giugno: comunque in ritardo di mesi, rispetto al cronoprogramma iniziale. (…)

Sembrava sopita, ma la questione spinosa della TAV in Val Susa riesplode in tutto il suo fragore.

Una vicenda lunga ormai un decennio, che noi abbiamo seguito fin dai suoi esordi fornendo una chiave di lettura che andasse oltre la sola area del contendere.

Qui cercheremo di proporre una sintesi del nostro pensiero, cercando di evitare di cadere nella trappola del “tifo” per una delle due parti in causa.

Partiamo affermando che noi certo comprendiamo e, in un certo qual modo, solidarizziamo idealmente con chi, in questa vicenda, cerca di tutelare il proprio territorio da un sicuro scempio; già per altro operato ai danni di molte altre località nazionali, dove il progetto TAV ha avuto sorte più tranquilla.

Però non neghiamo nemmeno la necessità che lo Stato ha di far rispettare una linea gerarchica di priorità, che non può e non deve essere messa in discussione da comunità locali o comitati più o meno rumorosi di manifestanti. (…)

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Addio al ponte del “nuovo miracolo italiano” (Contro InFormazione)

Quei 250 milioni spesi per il ponte di Messina (che non si farà più)

ROMA – «Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti…» Da quando Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, era l’8 maggio 2005, sono trascorsi sei anni, e gli amanti siciliani e calabresi sono ancora costretti a fare la fila al traghetto fra Scilla e Cariddi. Sul ponte passeranno forse i loro pronipoti. Se saranno, o meno, fortunati (questo però dipende dai punti di vista).

La storia infinita di questa «meraviglia del mondo», meraviglia finora soltanto a parole, è nota, ma vale la pena di riassumerla. Del fantomatico ponte sullo Stretto di Messina si parla da secoli. Per limitarci al dopoguerra, la prima mossa concreta è un concorso per idee del 1969. Due anni dopo il parlamento approva una legge per l’attraversamento stabile dello Stretto. Quindi, dieci anni più tardi, viene costituita una società, la Stretto di Messina, controllata dall’Iri e affidata al visionario Gianfranco Gilardini. Che ce la mette tutta. Coinvolge i migliori progettisti, e per convincere gli oppositori arriva a far dimostrare che il ponte potrebbe resistere anche alla bomba atomica. Passerà a miglior vita senza veder nascere la sua creatura. La quale, nel frattempo, è diventata un formidabile strumento di propaganda. Ma anche un oggetto di scontro politico: mai un ponte, che per definizione dovrebbe unire, ha diviso così tanto. Da una parte chi sostiene che sarebbe un formidabile volano per la ripresa del Mezzogiorno, se non addirittura una sensazionale attrazione turistica, dall’altra chi lo giudica una nuova cattedrale nel deserto che deturperà irrimediabilmente uno dei luoghi più belli del pianeta. Fra gli strali degli ambientalisti, Bettino Craxi ci fa la campagna elettorale del 1992. E i figli del leader socialista, Bobo e Stefania, proporranno in seguito di intestarlo a lui. Mentre l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Nisticò avrebbe voluto chiamarlo Ponte «Carlo Magno» attribuendo il progetto di unire Scilla e Cariddi al fondatore del Sacro Romano Impero. Nientemeno. (…)

“IL PONTE SULLO STRETTO SARA’ LA MERAVIGLIA DELLE MERAVIGLIE.
Sarà l’orgoglio nazionale ed europeo. Sarà un capolavoro d’architettura ed ingegneria; Sarà una meraviglia che tutti vorranno vedere almeno una volta nella vita. Porterà benessere e lavoro a migliaia e migliaia di persone. Sarà una grande attrazione turistica ed architettonica e verranno a vederlo da ogni parte e da ogni dove. Arriveranno gli americani, gli australiani, i giapponesi, i sudafricani per ammirarlo e fotografarlo”.

Questa dichiarazione del Ministro per i Trasporti e le Infrastrutture Altero Matteoli, di suo già decisamente enfatica, prosegue con le sedicenti radici storiche che dovevano corroborare fino ad un anno fa le motivazioni alla base della costruzione del famigerato ponte sullo stretto di Messina.

Evidentemente, l’opera monumentale che doveva essere il marchio indelebile della parabola politica di San Silvio da Arcore, non riceve più i grandi entusiasmi di non molto tempo fa.

Matteoli oggi come oggi preferisce parlare di TAV, e di ritornare a rintuzzare il focolaio della Val di Susa, pur di non perdere ben altri treni. Come ad esempio i 671 milioni d’euro che l’Unione Europea aveva acconsentito di elargire praticamente a fondo perduto, e senza nessuna garanzia sui tempi di realizzazione dell’opera ferroviaria più travagliata dai tempi della “Napoli/Portici”, quando le caldaie su ruote fecero la loro comparsa in Italia.

Ma torniamo al ponte…il “mitico” ponte sullo Stretto. (…)

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25_06_11

La Chiesa é esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.
 
Nietzsche, La volontà di potenza

Morale nazional rivoluzionaria di Pedro Varela

Tenete la vostra mente fuori dalla moda del momento e oltre le critiche ignoranti del tempo. Solo così sarà possibile mantenere uno spirito pronto alla lotta.

Mantenete il cervello attivo. Non inattivo. La conservazione di una mente lucida aiuta la salute del vostro corpo. Scegliete bene le vostre letture o chiedete consigli a persone di fiducia. Scrivete, meditate, studiate.

Abbiate fede. La fede è un patrimonio che non vi può essere sottratto. E’ l’unica arma invincibile. Contro il potere del denaro e la depravazione materialistica, sollevate la fiamma della vostra fede nella vittoria finale.

La fede non è razionalizzare. Non si arriva a essa con la scienza o la ragione. La fede è nel sangue e nell’anima e proviene dall’Onnipotente. Avete solo bisogno di coltivarla, di farla germogliare. ()

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