Il gusto del pacchiano sulla pelle degli animali (Contro InFormazione)

Mobili con pelliccia: Simonetta Ravizza linea FURniture, pelliccia di volpe e zibellini usata per ricoprire sedie e divani.

MILANO: E’ fashion avere una lampada rifinita col pelo di un piccolo zibellino morto ammazzato? E un pouf coperto dalla pelliccetta che proteggeva un adorabile volpacchiotto? Queste e altre le riflessioni suscitate dagli attivisti di 100% Animalisti circa la nuova linea proposta da Simonetta Ravizza.
L’idea è stata lanciata da Simonetta Ravizza, guru della pellicceria Annabella e celebre firma conosciuta in tutto il mondo: realizzare oggetti per la casa con “materiali d’eccellenza”, dando vita a una raffinata collezione “limited edition” davvero originale. ()

In materia di tutela degli animali
In un quadro culturale evoluto, riteniamo che anche la tutela degli animali domestici e selvatici sia un segno di civiltà.

(…)
4. Animali selvatici: la fauna selvatica presente sul suolo italiano è patrimonio della nazione e della comunità, quindi verrà tutelata e sviluppata attraverso politiche ambientali mirate.

Tratto dal Programma di Transizione: http://thule-italia.com/wordpress/downloads/357

Premessa: non intendiamo fare una morale animalista intransigente. Solo additare quella che per noi è solo una mera stortura, dettata da canoni di moda e non da una reale necessità.

Quando uno dei principi sul quale si basa una società è la totale mancanza di rispetto verso i propri simili, non ci si dovrebbe stupire nel leggere notizie come quella sopra riportata. Nella quale i protagonisti sono gli animali selvatici, o meglio, solo quelli carini e morbidosi utili all’imbellettamento di dame prive di una sufficiente quantità di materia grigia…compensata però dal cospicuo conto in banca di famiglia.
Le signore dell’alta società non potranno certo perdere l’occasione di mettere in mostra un oggetto d’eccezione all’ultimo grido come, ad esempio, un bel pouf dai colori sgargianti, fatto di vera pelliccia. Come se fosse ancora necessario utilizzare lo scalpo di animali pregiati, invece che optare per delle alternative.
Sottinteso che, questo tipo di ornamenti superflui, non mancherebbero nemmeno nella casa della “casalinga di Voghera”, se solo avesse la possibilità di staccare un assegno con sufficienti zeri.
Questo però non è il segno di una società civile, né tanto meno evoluta. Perché, se così fosse, nessuno prenderebbe nemmeno in considerazione l’ipotesi di abbellire la propria casa con oggetti tanto pacchiani quanto superflui.
Questa è una società in cui s’è perso completamente il senso della  misura, dove il voler limitare anche le iniziative più stupide sembra ledere la sacralità della libertà individuale, in cui tutto può essere posto sotto le grinfie di una certa “fantasia creativa”.

Stefania Lodesani

Fonte

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