La Forbice delle diseguaglianze (Contro InFormazione)

L’Ocse: in Italia è in aumento
il divario tra ricchi e poveri

Il trend mondiale rilevato dall’Organizzazione
per lo sviluppo. Il nostro Paese quinto per diseguaglianze

MILANO – Cresce in gran parte del Pianeta il divario tra ricchi e poveri e l’Italia si colloca al quinto posto tra i paesi dell’Ocse in tema di disuguaglianza complessiva, alle spalle di Stati Uniti e Gran Bretagna ma davanti a Francia e Germania. Lo afferma la stessa Organizzazione per lo sviluppo in un rapporto pubblicato martedì . ()

– Garantire la piena occupazione della popolazione autoctona. L’espressione “piena occupazione” deve essere intesa nel suo significato più pieno: il lavoro, oltre che un diritto, dovrà essere visto come un dovere, e tutti coloro che possono (e non soltanto tutti coloro che vogliono) lavorare dovranno essere messi in grado di fornire il proprio contributo alla società. Per raggiungere questo scopo, il reclutamento di persone non appartenenti al popolo italiano dovrà essere limitato soltanto ai casi particolari (ad esempio soggetti stranieri dotati di particolari capacità o competenze professionali). Tutte le mansioni dovranno essere affidate a soggetti italiani, a partire da quelle che al giorno d’oggi vedono la prevalenza degli stranieri (colf, badanti, camerieri, lavoratori agricoli stagionali e non). Politiche meno restrittive potranno essere valutate soltanto nel caso in cui la manodopera autoctona non fosse in grado di soddisfare la domanda di lavoro da parte del privato e dello Stato. La progressiva riduzione della presenza di lavoratori stranieri nel Paese contribuirà inoltre a trattenere all’interno della nazione una consistente parte di risorse monetarie che vengono trasferire dai lavoratori stranieri nei propri Paesi di origine (le cosiddette “rimesse degli emigranti”).

Tratto dal Programma di Transizione: http://thule-italia.com/wordpress/downloads/357

Questa una delle proposte che noi abbiamo elaborato, in grado di affrontare il problema delle nuove forme di povertà, che il XXI secolo ha recato con la globalizzazione del mercato del lavoro. ()

Fonte


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