Agnes Mathilde Luckemeyer Wesendonck

A cura di Barbara Spadini.

Un anno fa, oggi, terminai il poema del Tristano e ti portai l’ultimo atto. Tu mi abbracciasti e mi dicesti: ora non ho più desideri! In quel momento, io rinacqui una seconda volta. Mi ero andato sempre più staccando dal mondo con dolore. Tutto in me era diventato negazione, rifiuto e desiderio di opporre un’affermazione. Una donna dolce si è gettata in un mare di sofferenze per offrirmi quell’istante adorabile e per dirmi che mi ama …”(Richard Wagner)

n adagio di cui si abusa è che:” dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.Molto si è discusso riguardo a quel “dietro”, affermando che oggi una donna non è “dietro”, se mai “ a fianco”. Qualcuno ritiene anche”davanti”. In realtà bisognerebbe pensare che chi è “dietro”, spinge in avanti, fortifica e sostiene. Così è stato, nel campo della letteratura, dell’arte, della musica, della cultura in generale: sodalizi uomo-donna particolari, fondati su incomprensibili legami di “sentire”, profondi e più o meno realmente vissuti, hanno dato vita al miracolo di molte opere. Amori che non avrebbero mai retto nel quotidiano, per scelte ed impossibilità, o per irrisoluzioni personali, sono diventati “asili” o “isole” in cui far vivere rapporti fondati sulla sensibilità estrema e sulla condivisione di una cosa soltanto: il comprendersi interiormente. ()

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