Estetica della femminilità in Sparta

Un interessante esempio delle virtù che hanno reso grande questo popolo indoeuropeo.

In Sparta la positività intrinseca dell’azione femminile costituisce il nucleo fondante della vita e dell’ordinamento sociale. Una criticità, quella della donna spartana, difficile da immaginare all’interno di un ordinamento guerriero, improntato a un modello di stato virile, dominato dai canoni di un etica sessuale maschile.  Eppure, proprio all’interno di una tale strutturazione sociale, quasi per una legge fisica di reazione, l’Es femminile potè liberamente autodeterminarsi  fino a occupare il centro della società Lacedemone, facendo della sua identità un carattere di complemento ed ambivalenza della Sparta maschile. Già il mito di Elena, in ottica Junghiana, lascia intravedere quanta importanza sia riconosciuta alla natura e all’universo simbolico del femminile nell’inconscio collettivo di Sparta. La figura di Elena è la rappresentazione letteraria di questa presenza, vista come fonte di inspirazione e di energia, come centro vitale del Kosmos cittadino.  Essere femminile, la cui mancanza, determina  una perdita abissale per l’identità lacedemone, del suo senso profondo, tale da giustificare una guerra lontana e sanguinosa, anche a costo della propria distruzione. A Sparta quindi la donna è al centro, anzi è il centro. ()

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