Pmi alla guida dell’auto elettrica

Nel Vecchio Continente si registrano singoli interventi economici legati a ciascun Paese. In Inghilterra, ad esempio, il governo ha finanziato il programma di sviluppo elettrico con 230 milioni di sterline. Dall’1 aprile 2010, inoltre, i ve…icoli elettrici delle imprese sono detassati e dal 2011 gli acquirenti di auto elettriche riceveranno uno sconto del 25% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 5.000 sterline.

In Spagna il Piano d’Azione per il Veicolo Elettrico prevede investimenti pubblici pari a 590 milioni in due anni, incentivi per veicoli elettrici fino al 20% del prezzo totale, con un tetto di 6.000 euro e la creazione di un parco di 250.000 veicoli elettrici entro il 2014.

In Germania, invece, un’iniziativa congiunta del governo e delle industrie automobilistiche tedesche punta ad un milione di veicoli elettrici entro il 2020. Infine, in Francia il piano Borloo prevede un investimento di 250 milioni per l’installazione di 75.000 colonnine di ricarica sulla rete stradale e 5.000 euro di incentivo all’acquisto di un’auto elettrica fino al 2012, mentre entro il 2015 è previsto un parco di veicoli elettrici 100.000 unità. (Thule Italia)

Link

Yemen: la miccia che si consuma (Contro InFormazione)

SANAA, 26 FEB – I capi di alcune importanti tribu’ yemenite, fra cui gli Hashed e i Baqil, hanno annunciato oggi che si sono uniti alle proteste contro il presidente Ali Abdallah Saleh, nel corso di un megaraduno a nord di Sanaa. Lo hanno riferito fonti tribali. Secondo le fonti, i capi delle due piu’ potenti tribu’ del Paese, dove la struttura clanica e’ fondamentale, gli Hashed e i Baqil, si sono dissociati dal presidente, al potere da 32 anni.

ADEN (YEMEN), 26 FEB – Quattro persone sono morte e circa 40 sono rimaste ferite ad Aden, citta’ nel sud dello Yemen, a partire da ieri pomeriggio dopo che la polizia ha aperto il fuoco per disperdere una manifestazione di protesta.

Lo riferiscono fonti mediche.

http://www.ansa.it

 

La miccia che potrebbe far esplodere sul serio la polveriera yemenita continua a consumarsi, giorno dopo giorno inesorabilmente.

La defezioni di alcuni importanti clan vicini al Presidente Saleh, un fatto importante, intacca ulteriormente un quadro che, proprio sugli equilibri tra il potere statale ed il gruppi tribali, fonda la propria esistenza e sopravvivenza alle forze centrifughe che destabilizzano questa nazione.

Il regime di Sanaa è di fatto tenuto in vita artificialmente dai dollari e dall’intelligence statunitense, che proprio in questa nazione sta giocando una partita fondamentale da ormai molto tempo, la cui forza si sta logorando tuttavia in modo costante, per via della palese debolezza degli interveti posti in atto.

Non stupisca la nostra costante attenzione per le questioni che coinvolgono lo Yemen.

In esse troviamo i prodromi di una potenziale deflagrazione che coinvolgerebbe tutta la penisola arabica, con quello che potrebbe comportare da un punto di vista tanto economico che geopolitico.

L’instabilità cronica della situazione, già grave, si sta amplificando per via del quadro regionale, afflitto dalla messa in stato di crisi politica cominciata fin dai primi giorni del 2011, e che sta destabilizzando tutta una serie di Stati del mondo arabo, non casualmente quelli vicini all’Occidente ed alle sue istanze.

Le petro/monarchie del Golfo Persico, un tempo stabili come statue di marmo, risentono dell’onda lunga partita dal Maghreb, che pone una seria ipoteca sul loro futuro prossimo.

Inutile negarlo, se la miccia yemenita dovesse giungere alla detonazione non ci sarebbero più gli americani interventisti d’un tempo, pronti a tutelare lo status quo. Divenuti ormai troppo deboli, ed incapaci di tutelare i loro alleati nei posti/chiave. Già la rivolta nel sultanato del Bahrein (sede tra l’altro di una base navale americana d’importanza strategica, dove staziona la V Flotta) sta contagiando non troppo timidamente altre realtà, come l’Oman o l’Arabia Saudita, e questa evoluzione d’eventi non è certo sinonimo di buone nuove per gl’interessi occidentali.

Gabriele Gruppo

Fonte


La superiorità “morale” della sinistra italiana (Contro InFormazione)

Sanità, chiesto arresto per il senatore Tedesco

La procura di Bari ha chiesto l’arresto del senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Puglia, indagato nelle inchieste sulla gestione della sanità regionale. La richiesta d’arresto dovrà essere valutata dalla giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato e il presidente della Giunta Marco Follini ha convocato per martedì 1 marzo alle 15 una riunione per valutare la richiesta dei pubblici ministeri e decidere. Sempre nell’ambito delle indagini sulla malasanità, la mattina del 24 febbraio è stato disposto l’arresto in carcere anche per il collaboratore di Tedesco, Mario Malcangi. (…)

 

Sì, ci cadono pure loro!

Gli immacolati della res publica, i devoti a san Saviano, i fustigatori dei mali nazionali (di destra), i fautori della giustizia giusta (di sinistra), eccoli pizzicati con le manine nel saccone della sanità locale.

Bhè ma ragazzi!!!

E dire che erano i primi della classe!

Per giunta in una regione, la Puglia, dove a governare troviamo niente meno che uno dei più promettenti astri nascenti della sinistra italiana. Quel Nichi Vendola che sostiene d’essere il punto di snodo per “un’Italia migliore”…sarà, ma le giustificazioni che emana dal suo portale internet (www.nichivendola.it), per quel che sta avvenendo proprio tra i collaboratori della giunta che presiede, ci suonano identiche a quelle dei berlusconiani che, spesso, godono dell’attenzione mediatica più per le loro comparsate nei registri d’indagine giudiziaria, che per acume politico.

Da parte nostra c’è sembrato giusto non far mancare una bella critica a questo campione della sinistra moralista e bacchettona, che compare sempre nelle due versioni canoniche:

Versione A- Gandianamente corrucciato per lo schifo politico imperante in Italia, modello Gesù Cristo contro i mercanti del Tempio.

Versione B- Affabulatore tutto maniche di camicia e sudore, che sogna un’Italia in cui Vladimir Luxuria sarebbe Ministro delle Pari Opportunità, Cesare Battisti responsabile alla giustizia e Gino Strada Ministro della Sanità (equa e solidale).

Evidentemente anche gli uomini, le donne ed i non identificati sessualmente, di sinistra cedono alle lusinghe del clientelismo vecchia scuola, ponendosi sulla stessa linea dei reietti non folgorati sulla via di Cuba o di Casablanca.

Nichi! Nichi!

Cosa dirà San Saviano, quando saprà dei tuoi funambolismi per coprire le marachelle di quei fidati collaboratori che ti sei scelto!

Attenditi come minimo una sculacciata morale…

RIPETO: MORALE!!!

Gabriele Gruppo

Fonte


 

Petrolio alle stalle

Prosegue l’aumento del prezzo del greggio…e certamente non arriva come un fulmine a ciel sereno questa notizia: iniziava ben prima della crisi nel Mediterraneo, figuriamoci adesso…

Cina, il G20 e il Nord Africa (ControInFormazione)

G-20, intesa a misura cinese

Il G-20 ha fatto ieri a Parigi un primo passo per affrontare gli squilibri economici globali, con concessioni, soprattutto lessicali nel documento finale, alle richieste di Pechino che fino all’ultimo aveva bloccato l’accordo. Tra gli indicatori che verranno monitorati per prevenire altre crisi la Cina ha ottenuto che non fossero inserite le riserve valutarie ufficiali e che il riferimento ai tassi di cambio fosse meno diretto che nelle intenzioni della vigilia. Al prossimo G-20 di aprile l’Fmi presenterà linee guida di riferimento per valutare le politiche economiche dei singoli paesi. Soddisfatto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: tra i parametri compaiono anche il risparmio privato e il debito dei privati, secondo la linea che l’Italia porta avanti da tempo per la riforma del patto di stabilità Ue.

fonte http://www.il sole24ore.com

E’ tempo per noi di fare alcune prime ipotesi su quel che sta muovendo il globo.

Una riunione del G20 che appare oscurata dagli avvenimenti che scandiscono la cronaca politica internazionale, ma che sancisce, secondo le nostre riflessioni, la vittoria più grande che Pechino abbia raggiunto negli ultimi tempi; sia utilizzando metodi ortodossi, che avvalendosi della propria influenza dietro le quinte della diplomazia aggressiva, quella che il Ministro Frattini  non ha idea di dove stia di casa. (…)

Fonte